
La linea ferroviaria ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia – dove nella serata di domenica 18 gennaio due treni sono deragliati causando almeno 39 morti e 122 feriti – era stata completamente ristrutturata lo scorso maggio, con un investimento da 700 milioni di euro. Ma continuava a presentare dei problemi. Problemi che, secondo quanto riportato da alcuni media internazionali, sarebbero stati segnalati da tempo. In una lettera, lo scorso agosto, un sindacato dei macchinisti spagnoli avrebbe avvisato l’operatore ferroviario Adif della forte usura dei binari, compreso quello in cui i due treni si sono scontrati. Buche, dossi e squilibri nelle linee elettriche aeree causavano frequenti guasti e danneggiavano i treni. I convogli ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia sarebbero stati colpiti da ritardi dal 2022, in seguito a problemi di varia natura: guasti alla segnaletica, ma anche a criticità con le linee elettriche aeree. Una rete, quella ad alta velocità spagnola, particolarmente vulnerabile ai furti di cavi, poiché attraversa ampie zone di campagna deserta.
Le indagini preliminari sull’incidente ferroviario sono state affidate al tribunale di prima istanza numero 2 della località di Montoro (Cordova): lo riferiscono diversi media iberici, tra questi La Sexta, citando fonti giuridiche. La Procura generale dello Stato ha comunicato che all’inchiesta parteciperanno i pm provinciali di Cordova. «La procura lavora proattivamente per chiarire circostanze e cause di questa tragedia», si legge in una nota.




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