
In corso da questa mattina in tutta Italia la giornata di sciopero nazionale dei driver dei taxi indetta dalle principali sigle sindacali delle auto bianche, tra cui Federtaxi Cisal, Fast Confsal Taxi, Uil Trasporti Taxi e Filt Cgil. La partecipazione, sottolineano in una nota le rappresentanze sindacali, “è pressoché totale”:“Il servizio e praticamente fermo in tutto il Paese: ora le istituzioni competenti – prosegue la nota – ascoltino le richieste che vengono dai lavoratori del settore, concludendo al più l’iter di riforma del comparto, al fine di avere regole certe per operatori e piattaforme digitali, contrastare i fenomeni di abusivismo e tutelare il diritto alla mobilità degli utenti, ad un prezzo certo e calmierato, non in balia degli algoritmi di proprietà delle multinazionali”.
Nel mirino dei tassisti, in particolare, il Dpcm sulla regolamentazione delle piattaforme di intermediazione digitale dei servizi di mobilità non di linea, come Uber – pilastro della riforma Salvini dei servizi Ncc – messo in stand by dal ministero dopo una serie di osservazioni critiche arrivate dalla Commissione Europea nel corso della procedura di confronto normativo previsto dalle norme Ue. Nelle more della pubblicazione del Dpcm, rilevano i promotori dello sciopero, le piattaforme digitali operano in assenza di regole certe, favorendo la tensione tra gli operatori Ncc e i tassisti.
Momenti di tensione al presidio a Roma, contestato Hallisey (Radicali)
La giornata di sciopero, articolata in una serie di manifestazioni locali in tutta Italia, ha visto anche un partecipato corteo di auto bianche da Fiumicino alla Bocca della verità, presso il Campidoglio, a Roma, dove gli autisti hanno parcheggiato i taxi per poi continuare a piedi verso il presidio statico organizzato a piazza Capranica. Qui, l’arrivo del presidente di +Europa e dei Radicali italiani, Matteo Hallisey, è stato fortemente contestato dai manifestanti, che si sono poi avvicinati a piazza Montecitorio.
“Noi volevamo fare delle domande e avere un dialogo, dall’altra parte c’è un muro. Chiunque non sia d’accordo con il dare ancora più privilegi ai tassisti non viene considerato un interlocutore, anzi”, ha commentato Hallisey riferendosi alle contestazioni ricevute nel giorno dello sciopero nazionale del settore taxi. Una manifestazione, ha aggiunto, organizzata “contro le ‘cattivissime’ multinazionali che in tutte le principali capitali europee già oggi operano e soltanto in Italia devono avere vincoli enormi a causa di questa lobby di 25mila persone”. Una categoria, “l’abbiamo visto dagli ultimi dati del ministero dell’economia e delle finanze, che fattura in media 1500 euro lordi. Parliamo anche di un grande fenomeno di evasione di cui nessuno parla. Pensiamo sia giusto che la politica se ne occupi e decida finalmente di liberarci da questa lobby”, ha concluso.
Di Giacobbe (Unica Cgil), ‘lotta fino alla fine’
“Questi in piazza sono tassisti e l’unica forma di sostentamento per le loro famiglie è la licenza taxi. Se viene messo in dubbio il valore e la possibilità di lavorare di quella licenza, lotteremo fino alla fine”, ha spiegato Nicola Di Giacobbe, coordinatore Unica Taxi Filt Cgil, al presidio di Roma. “Aspettiamo che dal governo arrivi un segnale chiaro – ha aggiunto – e che dalle promesse si passi ai fatti, che si intervenga sul Dpcm che norma l’uso delle piattaforme e che si creino le condizioni per i cittadini di avere un servizio pubblico e non un algoritmo gestito dalle multinazionali che decide tariffe e macchine nell’interesse della multinazionale che lo ha generato, non certo nell’interesse dei cittadini”. “Abbiamo chiesto a settembre al ministro Salvini di aprire un tavolo, domani andremo all’incontro e vediamo che tavolo sarà. Il dialogo siamo pronti ad aprirlo con chiunque”.







