Storie Web giovedì, Settembre 17

La filiera dell’alluminio stenta a ripartire. Anche gli ultimi due incontri al Mimit di martedì sono andati a vuoto. Nessun passo avanti nella vertenza che, da una parte, riguarda l’Eurallimina e dall’altra la Sider Alloys. Due aziende con altrettante vertenze distinte, ma considerate primo e secondo anello della filiera.

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La controllata Rusal

Nel caso dell’Eurallumina, azienda che, sotto il controllo della russa Rusal, si occupava sino alla fermata del marzo 2009 della trasformazione della bauxite in allumina (da cui si ricava poi l’alluminio primario), l’azienda deve fare i conti con il congelamento dei fondi per via delle sanzioni alla Russia. Una situazione che ha visto poi la Rusal sospendere le erogazioni verso la controllata, circa 2,4 milioni di euro al mese, e congelare il piano di rilancio che vale oltre 350 milioni di euro.

Sindacati critici

Non a caso dai sindacati di categoria arriva un giudizio «negativo sulla riunione». Per i rappresentanti di Filctem, Femca e Uiltec, la questione parte «dai ritardi per la gestione ordinaria delle risorse finalizzate a garantire l’aspetto ambientale e per la gestione amministrativa ordinaria». «Oltre a non aver risolto il problema sugli aspetti legati al congelamento delle azioni – scrivono i sindacati – emergono forti ritardi sull’erogazione delle risorse promesse per preservare l’impianto. Sul futuro proseguono con difficoltà le interlocuzioni con Rusal, per cui il Mimit ha comunicato di avere avviato un approfondimento giuridico legislativo finalizzato a creare le condizioni per una possibile amministrazione controllata con lo scopo di nominare un commissario ad hoc».

Regione in pressing sul Mimit

Ad andare in pressing sul Governo è anche la Regione. «Dobbiamo passare dalla gestione delle emergenze a una strategia industriale capace di garantire competitività, continuità produttiva e lavoro – sottolinea Emanuele Cani, assessore regionale dell’Industria -. Per il caso dell’Eurallumina non solo c’è la necessità di continuare il confronto con l’attuale proprietà, ma anche di preparare un piano B, considerato il protrarsi dell’incertezza determinata dal complesso quadro geopolitico. Non possiamo continuare ad aspettare senza una prospettiva. Se non emergerà in tempi brevi una soluzione con l’attuale proprietà, dobbiamo valutare anche un soggetto terzo e tutti gli strumenti che possano garantire la continuità dello stabilimento e favorire l’eventuale ingresso di nuovi investitori».

Aperta anche la vertenza relativa alla Sider Alloys, l’azienda che ha rilevato lo stabilimento che a Portovesme produceva alluminio per pani e billette dall’Alcoa.

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