Storie Web venerdì, Aprile 3

Dopo medici e infermieri diventano più facili le assunzioni dall’estero “in deroga” fino al 2029 anche per i ricercatissimi Oss (gli operatori socio sanitari e di interesse socio-assistenziale) da destinare soprattutto alla nuova Sanità territoriale con le nuove Case e Ospedali di comunità finanziate dal Pnrr che devono aprire entro la prossima estate . Sempre sul fronte del personale sanitario di cui i nostri ospedali soffrono da sempre gravi carenze arrivano anche assunzioni più facili – in deroga alle ordinarie procedure concorsuali – attraverso le stabilizzazioni. Infine una agevolazione anche per i pazienti colpiti da un tumore, per i quali «al fine di garantire una presa in carico tempestiva» le Regioni devono attivare servizi di telemonitoraggio e teleconsulto (controlli e visite on line) almeno in ogni Provincia. Eccoli alcuni degli emendamenti di relatori e Governo al decreto Pnrr all’esame della commissione Bilancio del Senato che dovrebbe votarli entro martedì prossimo per inviare poi il testo in aula il giorno dopo (il decreto scade il 20 aprile).

Il primo emendamento estende di fatto l’allentamento dei criteri per ammettere in corsia chi arriva da fuori Europa, una misura introdotta con la pandemia e poi prorogata per la penuria di risorse nostrane che ha fatto però già infuriare gli Ordini dei medici e degli infermieri che avevano chiesto il superamento di questo “far west” sul riconoscimento troppo light dei titoli di studio dell’estero per ritornare alla via ordinaria. La modifica al decreto Pnrr prevede che «al fine di garantire la continuità dei servizi di assistenza territoriale» fino al 31 dicembre 2029 sarà possibile assumere chi ha conseguito la qualifica professionale all’estero di Oss con una procedura più semplice: in pratica le Regioni potranno riconoscere il titolo con una verifica dei documenti, in deroga alle regole ordinarie. Le strutture potranno assumere gli operatori anche prima del completamento del riconoscimento, purché siano affiancati a personale già qualificato.

Sulle stabilizzazioni si prevede che – su un tetto massimo del 30% di posti programmati – le Regioni possano assumere riservando fino al 50% dei concorsi a chi ha maturato almeno 18 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 5 anni alle dipendenze del Ssn con contratti flessibili o di collaborazione. Oppure con una selezione per titoli e colloquio, sempre entro il limite del 50%, dopo 24 mesi di servizio continuativo purché reclutato con procedure concorsuali (incluse quelle durante il Covid).

Condividere.