Storie Web domenica, Febbraio 1
Sanac, le tre aziende interessate all’acquisto ammesse alla procedura di gara

C’è un altro passo avanti nella vertenza relativa alla vendita della Sanac, l’azienda che produce materiale refrattario destinato alle acciaierie. Le tre manifestazioni di interesse, presentate i giorni scorsi, sono state ammesse alla fase successiva della procedura di gara. Ossia la selezione che dovrà poi segnare il passaggio di proprietà dei compendi e determinare un nuovo corso produttivo.

Le tre aziende

«Abbiamo appreso che si tratta della Linco Baxo Industrie Refrattari S.p.A. con sede a Milano, per l’intero ramo aziendale – sottolinea Marianna Formica, dirigente della Filctem nazionale con delega alla vertenza Sanac -, della Salva S.p.A. con sede a Milano, per lo stabilimento di Vado Ligure, e della Erre Trading S.p.A. con sede a Massa, per lo stabilimento di Massa». Ora partirà la due diligence che si concluderà il prossimo aprile. Al termine della procedura le società potranno presentare le offerte di acquisto.

I quattro stabilimenti al centro della vendita sono distribuiti tra Vado Ligure a Savona, Massa in Toscana, Gattinara in Piemonte e Assemini in Sardegna.

Tutti i siti sono operativi

«Malgrado le difficoltà su Taranto – prosegue la sindacalista-, tutti i siti sono operativi e nonostante lo stato di amministrazione straordinaria, Sanac continua a produrre». Gli stabilimenti della Sanac, che hanno una capacità di circa 200mila tonnellate l’anno e un fatturato di circa 150 milioni di euro, producono il 35% del materiale refrattario presente sul mercato nazionale. Inoltre il 30% della produzione destinato all’esportazione.

La schiarita con le 3 offerte

Le tre proposte, come sottolineano anche i lavoratori, rappresentano una vera e propria schiarita nella vertenza che va avanti da tempo e che «punta a salvare un sistema che produce un’ampia gamma di prodotti refrattari necessari alla costruzione, manutenzione ed esercizio di impianti appartenenti ai diversi settori industriali: acciaio, ghisa, metalli non ferrosi, vetro, cemento, calce, ceramica, petrolchimico e chimico, ciminiere, caldaie e Inceneritori». Nella valutazione delle offerte, come stabilito anche in sede di autorizzazione ministeriale, «è stata specificata come preferenziale la valutazione di offerte per l’acquisizione complessiva».

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