Il progetto di San Siro non è mai cambiato: secondo la tesi della procura di Milano e degli investigatori del nucleo Pef della Gdf di Milano, quanto era stato proposto da Inter e Milan nel 2017 sarebbe rimasto più o meno uguale. A riprova, dicono gli inquirenti, che sarebbero state le squadre a indirizzare e “pilotare” negoziazioni e avviso pubblico. L’indagine ipotizza i reati di turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio.
L’impianto proposto dalle squadre «appare, già ad una prima visione, molto simile a quello attuale», dopo 9 anni di trattativa fra il club e il Comune. Questo perché non si tratterebbe di una «riqualificazione» del Meazza – come pure indicavano i primi documenti comunali che nel 2019 avevano previsto la possibilità di vendere la struttura – ma di «un vero e proprio progetto immobiliare» che riguardava «un intero quartiere» di Milano. Lo scrive la procura di Milano negli atti dell’inchiesta sulla vendita del Meazza.
I documenti che dimostrerebbero che l’attuale progetto sia quasi identico a quello del 2017, dopo 9 anni di negoziazioni, sono quelli preparati dai due club, che il 23 ottobre 2017 Ada Lucia De Cesaris, legale dell’Inter (ed ex assessora di Milano), si scambia con una dipendente della squadra. L’oggetto della comunicazione è “Documento per incontro col Comune” in vista di un appuntamento programmato con i dirigenti di Palazzo Marino per il giorno dopo, 24 ottobre 2017. Le società sportive avevano già «predisposto» in quella fase «un progetto per il futuro utilizzo degli spazi ricompresi nell’intera Grande Funzione Urbana San Siro». La sezione del documento denominata “servizi a supporto dello stadio” «prevede la creazione di Aree di ospitalità, Museo, Inter Megastore, Sponsor Showroom, camminamenti ed altri spazi costituiti da Hotel, aree verdi, parcheggi sull’intera area».
Era già chiaro dunque quali fossero le intenzioni delle squadre da fine 2017: cioè «l’abbattimento del vecchio stadio» per realizzare il nuovo impianto con «aree commerciali e museali limitrofe».
Nel 2017 l’ex Rup Giancarlo Tancredi e De Cesaris hanno dei contatti per esplorare le due procedure per la cessione e la valorizzazione dell’area: o la legge sugli stadi (approvata quell’anno e poi modificata nel 2021) o la finanza di progetto.












