I fondi destinati al ponte sullo Stretto non saranno dirottati sui danni del maltempo al sud. Lo ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a margine di un convegno su Roberto Maroni a Montecitorio. “No, perché sono fondi per investimenti, bisogna conoscerle le cose. Poi noi abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero”.
Ma Tajani apre
“Il Ponte va fatto, poi si può forse fare qualche anticipazione, vedremo cosa si può fare: ci sono tante proposte e si valuteranno tutte, compresa quella. Ma bisogna prima quantificare i danni, capire quanto serve e dove serve: tutte le proposte sono utili”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles, rispondendo a una domanda sull’uso dei fondi del Ponte sullo Stretto di Messina per le regioni colpite dal maltempo. “C’è una straordinaria mobilitazione del governo, i 100 milioni sono solo un intervento iniziale. Sarò lunedì in Sicilia, Calabria e Sardegna per incontrare le imprese che hanno subito danni e che devono essere sostenute, così come abbiamo fatto in Emilia-Romagna”, ha spiegato Tajani.
L’ordine del giorno votato in Sicilia
L’idea di dirottare i fondi stanziati per il ponte sullo Stretto per gli interventi di ricostruzione per i danni del maltempo per il ciclone Harry e per la frana a Niscemi è stata anche votata dall’assemblea regionale siciliana. L’ordine del giorno, presentato dai deputati di Sud Chiama Nord, approvato con voto segreto dalla maggioranza dell’Assemblea regionale siciliana impegna il governo siciliano a procedere “con la massima urgenza, a una riprogrammazione delle risorse del Fondo di sviluppo e coesione 2021-2027, al fine di adeguare le priorità di spesa alle gravi e straordinarie conseguenze prodotte dagli eventi calamitosi verificatisi nel mese di gennaio 2026”. Nell’ odg è spiegato che “nell’agosto 2023 il Comitato interministeriale per la programmazione economica Cipess ha assegnato alla Regione Siciliana 6,6 miliardi di euro per interventi da realizzarsi in diversi assi e, specificatamente, per interventi di manutenzione ed assetto del territorio e delle infrastrutture, interventi quindi non finanziabili attraverso l’utilizzo di altre fonti finanziarie, quali, ad esempio, il PO-Fesr o il Pnrr”. L’accordo per il Fondo di Sviluppo e coesione (Fsc) 2021-2027 tra la presidenza del Consiglio dei ministri e la presidenza della Regione Siciliana, ha assicurato alla Regione Siciliana una dotazione finanziaria, ridotta a 5,35 miliardi di euro rispetto all’originaria dotazione di 6,6 miliardi di euro, destinata al finanziamento di 580 interventi, mentre 1, 3 miliardi di euro sono stati destinati al cofinanziamento regionale per il ponte sullo Stretto. “Lo Stato ha destinato – dice l’ordine del giorno – fondi Fsc originariamente indirizzati alle medesime finalità di manutenzione ed infrastrutturazione dei territori locali, sia dall’accordo di coesione con la Regione Calabria (300 milioni) sia dalla quota in diretta gestione governativa 3,88 miliardi di euro (aumentati rispetto ai 2,3 miliardi iniziali), al ponte sullo Stretto pari a 5,44 miliardi di euro”. L’assemblea siciliana quindi ha impegnato il governo regionale a destinare in particolare i 1,3 miliardi di euro previsti come cofinanziamento regionale del Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di ricostruzione, risanamento ambientale, messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone “Harry” e a “impegnare il Governo nazionale a utilizzare per le stesse finalità anche le risorse Fsc sottratte alla Calabria (300 milioni di euro) e quelle sottratte alla gestione governativa (3,88 miliardi di euro)”. L’ordine del giorno non è vincolante ma recapita un chiaro messaggio politico.
Le opposizioni
Anche le opposizioni incalzano sul tema. Oltre a Schlein, che per prima ha chiesto di usare i fondi del Ponte, anche il leader M5s Conte perora la causa: “Parole Salvini sul Ponte? Io credo che un governo responsabile debba assolutamente prendere i fondi necessari. Sul Ponte, adesso, ci sono lì buttati 13 miliardi e mezzo per un progetto fallace, carente che è stato bocciato. E ricordiamoci che ci sono anche i fondi scippati alla regione Sicilia e alla Calabria. Noi abbiamo dato un segnale: un milione di euro col taglio dei nostri stipendi, ma un segnale di vicinanza. Al governo invece compete la responsabilità di una scelta chiara, concreta e immediata”.