La prevenzione odontoiatrica non è ancora un’abitudine consolidata visto che quasi 4 italiani su 10 non sono andati dal dentista nell’ultimo anno e solo uno su due effettua controlli periodici. Eppure prendersi cura della propria bocca non significa solo prevenire carie o infiammazioni gengivali. In particolare il cavo orale può essere sede di patologie importanti che, nelle fasi iniziali, possono svilupparsi in modo silenzioso come i tumori delle vie aero-digestive superiori – faringe, laringe e cavo orale – che rappresentano un problema clinico e sociale
Ancora da migliorare la prevenzione
Alla vigilia della Giornata Mondiale della Salute Orale del 20 marzo, i dati confermano che la prevenzione odontoiatrica non è ancora così diffusa come dovrebbe. Secondo una ricerca condotta da Key-Stone per DentalPro, il più grande gruppo italiano di cure dentali, la metà degli italiani non ha effettuato controlli regolari nell’ultimo anno, nonostante segnali incoraggianti sul fronte dell’igiene professionale con 7 pazienti su 10 che si sono sottoposti al trattamento negli ultimi quattro mesi. In particolare emerge ancora un ampio margine di miglioramento, soprattutto in alcune fasce della popolazione, in particolare tra gli over 60 (di cui solo il 56% ha effettuato un controllo negli ultimi 12 mesi) e tra le persone con un livello di scolarizzazione più basso. Questo dato evidenzia come la promozione di una cura costante e di controlli periodici sia fondamentale per intercettare precocemente eventuali problematiche, evitando il ricorso a cure più invasive. Il tumore del cavo orale, che può interessare lingua, gengive, palato, pavimento orale e mucose, spesso non mostra sintomi evidenti e viene diagnosticato tardivamente a causa della scarsa informazione. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche segnalano un aumento dei tumori del distretto testa-collo anche nelle fasce di età più giovani, tra i 30 e i 40 anni, superando l’idea che si tratti di una patologia esclusivamente legata all’età avanzata. Un dato che richiede di estendere la cultura della prevenzione a tutte le generazioni.
I segnali a cui fare attenzione e la possibilità di screening
Tra i segnali da non trascurare rientrano macchie bianche o rossastre sulla mucosa, ulcere che non si rimarginano entro due settimane, tumefazioni o bruciori persistenti, sintomi che possono apparire banali, ma che richiedono una valutazione clinica. Nonostante questo, la maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi quando la malattia è già in fase avanzata, rendendo il trattamento più complesso. La diagnosi precoce, invece, aumenta significativamente le probabilità di guarigione e consente di intervenire con trattamenti meno invasivi, preservando funzioni fondamentali come masticazione, deglutizione e fonazione. Oggi è possibile effettuare il test di screening del tumore del cavo orale direttamente nei centri DentalPro, durante una normale visita di controllo. Si tratta di un esame rapido, non invasivo e non doloroso, che consente di individuare eventuali alterazioni cellulari della mucosa prima che possano evolvere in tumore. Si esegue con un semplice prelievo tramite uno speciale spazzolino e rileva marcatori associati a infezioni virali, stress ossidativo o cambiamenti precoci delle cellule. Il risultato non costituisce una diagnosi definitiva, ma rappresenta un segnale di allarme utile al medico per programmare eventuali approfondimenti.
I fattori di rischio e la diagnosi precoce
“Esistono diversi fattori che possono aumentare significativamente il rischio di sviluppare alterazioni della mucosa orale, tra cui il fumo di sigaretta, il consumo eccessivo di alcol, le infezioni da HPV e la familiarità per patologie del cavo orale. La prevenzione e i controlli periodici sono fondamentali perché consentono di intercettare precocemente eventuali anomalie. Quando il tumore del cavo orale viene individuato nelle fasi iniziali, le possibilità di guarigione sono molto elevate, mentre nelle forme diagnosticate più tardi si riducono sensibilmente. Un rapido test di screening durante una visita può rappresentare un primo passo concreto verso la prevenzione”, avverte Samuele Baruch, Direttore del Comitato Medico Scientifico del Gruppo DentalPro. “La conoscenza e la consapevolezza su questa patologia sono ancora oggi insufficienti, sia tra i pazienti sia nella percezione comune del rischio. È fondamentale colmare questo divario garantendo un accesso sempre più ampio e inclusivo al test per la diagnosi precoce del tumore del cavo orale. La presenza capillare di DentalPro sul territorio, con oltre 280 centri in tutta Italia, aiuta a rendere lo screening più facilmente accessibile e contribuisce a diffondere una cultura della prevenzione più solida e continuativa”, aggiunge Michel Cohen, Fondatore e Amministratore Delegato del Gruppo DentalPro.












