E pensare che, qualche settimana dopo l’inizio della guerra in Iran, qualcuno aveva iniziato persino a parlare dell’ipotesi di uno slittamento o cancellazione del Salone del Mobile. Voci senza alcun fondamento e subito smentite, ovviamente. Ma anche i timori di un Salone sottotono per la possibile assenza o flessione di visitatori dal Medio Oriente e dall’Asia sono stati rapidamente smentiti.

I numeri ufficiali saranno comunicati dagli organizzatori solo domenica pomeriggio, tenendo conto anche dell’afflusso di visitatori non professionali che nel fine settimana, tradizionalmente, affollano gli stand di Fiera Milano a Rho. Ma incrociando i dati e le stime dei pernottamenti, degli scali e dei trasporti urbani – oltre che le sensazioni positive degli imprenditori presenti alla manifestazione – è probabile che gli ingressi si attesteranno attorno alle 300mila unità, in linea o leggermente sopra rispetto ai risultati dello scorso anno (302mila visitatori). Il vero confronto sarà tuttavia quello con il 2024, ovvero dell’ultima edizione che ha ospitato le biennali dedicate a cucine e bagni, tradizionalmente le più attrattive nei confronti di buyer e pubblico.

Visitatori oltre le attese

In ogni caso, come osservano i tanti espositori con cui abbiamo parlato in questi giorni, si tratta di un ottimo risultato, superiore alle attese di una vigilia in cui i timori della guerra e delle sue conseguenze anche sul trasporto aereo e sui costi dei voli riguardavano non solo i Paesi del medio Oriente più direttamente coinvolti (come Qatar, Emirati Arabi Uniti e Kuwait), ma anche l’Asia e altre destinazioni lontane.

E invece i padiglioni e i corridoi di Rho in questi giorni erano pieni di operatori professionali, così come lo erano le strade di Milano, i negozi delle aziende di arredamento e gli eventi organizzati dal Fuorisalone.

Ecosistema design

Quell’«Ecosistema» del design italiano (come è stato intitolato il Report promosso dal Salone del Mobile in collaborazione con il Politecnico di Milano) che genera ogni anno, in una sola settimana, un indotto sul territorio che la Confcommercio stima quest’anno attorno ai 255 milioni di euro, ma che durante tutto l’anno genera valore e conoscenza sul territorio.

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