Storie Web giovedì, Maggio 23
Notiziario

Eigenbrod è molto soddisfatta dell’andamento del Salone. «Abbiamo chiuso molti contratti e aperto nuovi canali sui mercati internazionali». Se proprio deve dire qualcosa che non funziona, la manager tedesca sottolinea «che l’organizzazione dello stand prima del Salone potrebbe essere meno complicata. E i prezzi degli alberghi sono arrivati alle stelle».

Il rapporto con i designer è uno dei motivi principali per cui THG Paris, azienda francese leader nella rubinetteria, partecipa al Salone. «A Milano», dice Eric Boulin, responabile dei mercati esteri di THG, «si possono incontrare con facilità tutti i designer del mondo, anche in maniera informale. Qua lanciamo tutte le nuove collezioni e siamo sicuri che le vedono tutti». Sulle vendite, la strategia di THG è molto ben definita: «A Milano il mercato globale, a Londra, Dubai, Francoforte e New York i mercati regionali».

Quattromila visite in tre giorni è il bilancio provvisorio di Vondom, azienda spagnola specializzata nell’outdoor. «Stiamo chiudendo molti contratti. A Milano», dice Dahiana Murillo, manager dell’area marketing, «abbiamo la possibilità di avere uno stand di grandi dimensioni che valorizza la nostra offerta. Alle Fiere di Valencia e Parigi non riusciamo a portare tutti i prodotti». Decisivo anche il posizionamento. «Quest’anno», dice Murillo, «la collocazione in uno dei padiglioni del design ci ha portato molti clienti e buyer di alta gamma».

La giapponese Karimoku: tra Salone e Fuori Salone, un ventaglio di opportunità

Il gruppo giapponese Karimoku, duemila dipendenti e 140 milioni di fatturato, ha scelto per il Salone del Mobile una strategia differenziata per i suoi quattro brand. «I prodotti di Karimoku Case», dice Shingo Matsuura, responsabile vendite overseas del gruppo, «li esponiamo qua alla Fiera. Karimoku, Mas e Hybridisation, il progetto con Zaha Hadid, sono in via Tortona. E’ un’opportunità di differenziazione che ti dà solo Milano».

Karimoku Case, mobili giapponesi contaminati con lo stile occidentale grazie alle collaborazioni con i designer-star, è cresciuta di anno in anno al Salone. «Siamo arrivati alla Fiera 15 anni fa», dice Matsuura, «e abbiamo saltato l’appuntamento solo per la pandemia. Qua ci siamo fatti conoscere e qua abbiamo trovato distributori e clienti. Anche i servizi della città e il Fuori Salone sono cresciuti».

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