Storie Web lunedì, Febbraio 16
Rutte agli Alleati: «Non date aiuti militari a Kiev fuori da Purl». Stanziati oltre 4,5 miliardi di dollari

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha determinato uno scossone nei rapporti tra gli Usa e gli alleati europei. La Nato di oggi ha equilibri e dinamiche profondamente diversi da quelli che caratterizzavano l’Alleanza atlantica prima del ritorno del presidente repubblicano alla guida degli Stati Uniti. Il tutto si è sviluppato attraveso un percorso a tappe. Una di queste è stata il vertice dell’Aia del giugno 2025, il primo con Trump rieletto. In quell’occasione il pressing a tutto campo del tycoon ha fatto sì che gli alleati alzassero l’asticella delle spese della difesa, da quel 2% del Pil fissato nel 2014 a un 5% entro il 2035, suddiviso tra 3,5% per la difesa diretta e 1,5% per le infrastrutture critiche e cyber.

Gli Alleati acquistano armi dagli Usa, quindi le girano all’Ucraina

Un’altra tappa è stata il Purl, acronimo per “Prioritised Ukraine Requirements List”. Avviata a luglio dello scorso anno, questa lista fotografa un cambiamento sostanziale: gli europei sostengono il costo della difesa dell’Ucraina, attaccata dalla Russia. Attraverso l’elenco delle esigenze prioritarie di Kiev, la Nato sta infatti coordinando l’acquisto di attrezzature di difesa critiche dagli Stati Uniti da parte di altri alleati dell’Alleanza atlantica. Nell’ambito del Purl, il Comandante supremo alleato in Europa della Nato individua regolarmente i pacchetti di attrezzature e munizioni di cui l’Ucraina ha bisogno e che gli Stati Uniti possono fornire in quantità maggiori rispetto ai soli alleati europei e al Canada. Gli alleati, individualmente o in gruppo, concordano quindi di fornire i finanziamenti per questi pacchetti e l’Alleanza atlantica coordina la consegna delle attrezzature all’Ucraina, anche attraverso un organo specifico, il “NATO Security Assistance and Training for Ukraine”. Ha sede a Wiesbaden, in Germania, tre centri logistici nella parte orientale dell’Alleanza, impiega quasi 700 persone provenienti dai paesi alleati e partner.

Rutte agli alleati: «Non date aiuti militari a Kiev fuori da Purl»

«Il Purl è un programma che ci permette di acquistare missili Patriot negli Stati Uniti e altre armi che proteggono gli ucraini dagli attacchi russi. La maggior parte dei missili di difesa aerea in grado di fermare i missili balistici russi ci arrivano grazie al Purl che esiste grazie all’Europa. L’Europa sta pagando per la nostra capacità di fermare gli attacchi balistici», ha ricordato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, alla quale hanno partecipato una cinquantina di capi di stato e di governo. Sempre a Monaco il segretario generale della Nato Mark Rutte ha lanciato un messaggio chiaro: «Gli Usa continuano a fornire armi attraverso il programma Purl. E ai nostri partner dico: non date aiuti militari all’Ucraina fuori da Purl. Così avete fotografie sui media ma le cose che servono davvero all’Ucraina sono dentro quella lista, gli ucraini hanno bisogno del nostro supporto». La settimana scorsa, durante una conferenza stampa congiunta con i ministri della difesa britannico, tedesco e ucraino Rutte ha detto che i paesi della Nato hanno annunciato centinaia di milioni di dollari di sostegno all’iniziativa Prioritised Ukraine Requirements List per fornire all’Ucraina armi statunitensi. Il segretario generale ha ringraziato il Regno Unito, l’Islanda, la Norvegia, la Svezia e la Lituania per i loro contributi e ha affermato di aspettarsi presto ulteriori impegni, senza però citare paesi specifici. E senza fornire cifre precise sul sostegno.

Stanziati oltre 4,5 miliardi di dollari

Gli alleati, ha tuttavia chiarito nei giorni scorsi l’ambasciatore statunitense presso la Nato Matthew Whitaker, hanno già stanziato oltre 4,5 miliardi di dollari attraverso il programma. Al quale avrebbero aderito tre quarti dei 32 membri dell’Alleanza (l’Italia non fa parte del gruppo). Partecipano anche Australia e Nuova Zelanda, mentre il Giappone potrebbe fornire un contributo in aiuti non letali. Il ministro della Difesa britannico John Healey ha annunciato che il Regno unito fornirà all’Ucraina 150 milioni di sterline, pari a circa 205 milioni di dollari. E la Svezia ha chiarito che nei prossimi giorni darà il via al suo terzo pacchetto di acquisti di armi Purl. L’Alleanza starebbe lavorando a una ristrutturazione dell’iniziativa per garantirne la sostenibilità nel tempo. Il programma, secondo Politico, dipende in larga misura da richieste dirette di Rutte ai Paesi membri.

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