La guerra tra Russia e Ucraina continua a estendersi alle infrastrutture energetiche. Secondo fonti del settore petrolifero citate da Reuters e rilanciate dai media ucraini, la raffineria di Kuibyshev, controllata dal gruppo petrolifero Rosneft e situata nella regione russa di Samara, avrebbe completamente interrotto la lavorazione del greggio dopo un attacco con droni avvenuto nella notte tra il 9 e il 10 giugno.
L’impianto, considerato uno dei siti rilevanti per la produzione di carburanti destinati anche alle esigenze dell’apparato militare russo, avrebbe sospeso le attività in entrambe le unità di distillazione primaria del greggio, CDU-4 e CDU-5. Ciascuna dispone di una capacità di circa 10 mila tonnellate al giorno, equivalenti a circa 73 mila barili.
Secondo le fonti, l’attacco avrebbe provocato danni significativi alle apparecchiature e diversi incendi, rendendo impossibile la prosecuzione delle operazioni. Nel 2024 la raffineria di Kuibyshev ha lavorato circa 4,7 milioni di tonnellate di petrolio greggio, pari a oltre 94 mila barili al giorno. Nello stesso periodo la produzione ha raggiunto 800 mila tonnellate di benzina, 1,4 milioni di tonnellate di gasolio e 1,3 milioni di tonnellate di olio combustibile.
Nuova ondata di attacchi russi
Parallelamente, l’Ucraina ha denunciato una nuova massiccia offensiva aerea russa. Secondo l’Aeronautica militare di Kiev, nella notte sono stati lanciati 221 droni d’attacco e due missili balistici Iskander-M dalla regione russa di Belgorod. Le difese ucraine affermano di aver neutralizzato 195 velivoli senza pilota.
I droni impiegati apparterrebbero ai modelli Shahed, Herber, Italmas e Parodia, lanciati da diverse regioni russe e dalla Crimea occupata. Le autorità ucraine riferiscono che missili e droni hanno colpito nove località, mentre i detriti degli apparecchi abbattuti sono caduti in altre otto aree del Paese.