Con una stretta di mano e uno scambio di baci, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il segretario di Stato americano si sono salutati nella Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, dove è da poco cominciato il loro incontro. “Come stai?” ha chiesto Meloni al suo ospite, prima di posare per le foto davanti al pool di giornalisti e fotografi. Rubio, poco prima, era stato accolto nel cortile d’onore dal consigliere diplomatico della premier, Fabrizio Saggio. Nella delegazione Usa c’è anche l’ambasciatore degli Usa in Italia, Tilman J. Fertitta.
Rubio a Palazzo Chigi per l’incontro con Meloni, 08052026 (Ansa)
I temi al centro del colloquio
Sul tavolo del colloquio tra Meloni e Rubio ci saranno soprattutto la crisi iraniana e il nodo energetico. L’Italia, riferiscono fonti di governo, confermerà la propria linea sullo Stretto di Hormuz: disponibilità a fornire cacciamine per eventuali operazioni di sminamento nell’area, snodo cruciale per il commercio internazionale, ma solo dopo il via libera del Parlamento e all’interno di una cornice internazionale condivisa. È probabile inoltre che Meloni affronti con Rubio anche il tema degli attacchi rivolti da Trump all’Italia, accusata dal capo della Casa Bianca di non aver garantito un sostegno adeguato sul dossier iraniano. Il presidente americano aveva addirittura ipotizzato un parziale ridimensionamento della presenza militare statunitense nelle basi italiane. Tra i dossier sul tavolo ci sarà probabilmente anche il Libano e il futuro della missione Unifil.
A Roma per una due giorni, il segretario di Stato Usa è reduce da un incontro alla Farnesina col ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il colloquio è durato circa un’ora.
In agenda, come riporta in una nota la Farnesina, un confronto sui principali temi dell’agenda internazionale e il rafforzamento dei rapporti Italia-USA. Al centro, la guerra in Iran, la crisi nello Stretto di Hormuz e le iniziative per la libertà di navigazione, il cessate il fuoco tra Libano e Israele e il disarmo di Hezbollah, il futuro post-UNIFIL, l’Ucraina e la transizione in Venezuela e a Cuba.
Tajani a Rubio: “Qui c’è la storia della parte italiana della tua famiglia”
“Visto che ci veniva raccontato che aveva degli antenati italiani, originari di Casale Monferrato, il segretario di Stato ci ha dato i nomi e il sindaco di Casale Monferrato, insieme al presidente della Regione Piemonte con la Curia casale, hanno trovato la storia della sua famiglia di parte italiana” ha raccontato il ministro degli Esteri nel consegnare al segretario di Stato americano il documento che ricostruisce le sue origini piemontesi. “C’è la storia della tua famiglia” ha aggiunto. Alla consegna hanno partecipato anche il presidente Alberto Cirio e il sindaco di Casale Monferrato, Emanuele Capra.
“È stata una notizia meravigliosa per noi apprendere che è di origine piemontese e sono qui per darle il benvenuto insieme al mio assessore regionale alla Sanità e al sindaco di Casale Monferrato” ha detto il governatore Cirio, rivolgendosi al segretario di Stato Marco Rubio, durante la consegna del documento. Oggi, ha aggiunto Cirio, sono stati portati “i documenti della ricerca che abbiamo condotto negli archivi comunali ed ecclesiastici che certificano la sua storia familiare. Le sue origini piemontesi sono per me un grande onore. Ne siamo molto orgogliosi, perché il legame di amicizia e gratitudine che il Piemonte ha con gli Stati Uniti d’America è forte e solido. Perciò, vorremmo averla come nostro ospite in Piemonte, perché il Piemonte è la sua casa”. Il sindaco di Casale Monferrato ha rinnovato l’invito a Rubio.

L’incontro tra Rubio e Papa Leone XIV (L’Osservatore Romano)
Ieri l’incontro con Papa Leone XIV
Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano il segretario di Stato Rubio, a Roma per una visita di due giorni, che culmina oggi con gli incontri con la premier e con i ministri Tajani e Crosetto. L’udienza privata tra il Pontefice e il capo della diplomazia americana si è svolta dopo l’arrivo di Rubio in Vaticano dall’Arco delle Campane, accompagnato da un imponente corteo diplomatico diretto verso il cortile di San Damaso.
Secondo fonti vaticane e statunitensi, il colloquio si è concentrato sui principali dossier internazionali: Medio Oriente, Iran, Libano, Africa e Cuba, con particolare attenzione alle crisi umanitarie e alla necessità di “lavorare instancabilmente per la pace”. La Sala stampa vaticana ha parlato di “cordiali colloqui”, durante i quali “è stato rinnovato il comune impegno per coltivare buone relazioni bilaterali tra la Santa Sede e gli Stati Uniti d’America”. La stessa nota aggiunge che c’è stato “uno scambio di vedute sulla situazione regionale e internazionale, con particolare attenzione ai Paesi segnati dalla guerra, da tensioni politiche e da difficili situazioni umanitarie”.
Un faccia a faccia di circa 45 minuti, definito “amichevole e costruttivo” dal Dipartimento di Stato americano, nel cuore di una delle fasi più delicate dello scenario internazionale.
Leone XIV, durante lo scambio dei doni, ha regalato a Rubio una stilografica in legno di ulivo. “È la pianta della pace” ha commentato il Pontefice, mostrando lo stemma a una estremità. “È bello rivederla dopo un anno” ha detto Rubio, che ha ricambiato il dono con un fermacarte di cristallo a forma di pallone da football: “Cosa dare a qualcuno che ha tutto?”.
Incontro tra Papa Francesco XIV e il segretario di stato statunitense Marco Rubio 07052026 (ansa)
