Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi, ha raggiunto nel pomeriggio il carcere di Bollate, nel Milanese, dove si è costituito. Alle domande dei giornalisti su come si fosse pentito di quanto ha fatto ha risposto: «Sì ma con il senno di poi, bisogna trovarsi in quelle situazioni».

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L’ordine di carcerazione è stato emesso oggi dalla Procura di Asti dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione.

La moglie ha presentato la domanda di grazia per il marito

Sempre oggi, in mattinata, la moglie Mariangela Sandrone ha presentato la domanda di grazia per il marito. A renderlo noto all’agenzia Ansa, raggiunto telefonicamente, è stato Sergio Novani, analista processuale che coordina il collegio difensivo insieme all’avvocato Stefano Marcolini. «La domanda di grazia è stata inviata intorno alle 9.30, via Pec», ha spiegato.

«Contestualmente al deposito della domanda di grazia, tramite l’avvocato Marcolini, è stata depositata un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena – ha detto Novani -. Siamo in attesa che l’Ufficio di sorveglianza di Torino, che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza, possa provvedere prima della carcerazione e noi confidiamo nel fatto che il provvedimento intervenga prima della carcerazione».

Anm: «aggressioni a negozianti attengono a prevenzione e controlli»

«Al di là dello specifico caso giudiziario di Mario Roggero, ovviamente non si può sottovalutare il tema delle aggressioni e delle violenze a danno di commercianti o in abitazioni di privati cittadini, ma questo semmai attiene al profilo della prevenzione dei reati e del controllo del territorio. Vorrei ricordare che la legge prevede già il sacrosanto istituto della legittima difesa, ma non può tollerare la vendetta privata. Dire il contrario significa minare le fondamenta dello Stato di diritto e questo chi rappresenta le istituzioni dovrebbe saperlo bene».

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