Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Rischio geopolitico, dall’Osservatorio Luiss una bussola per le imprese che esportano

Una bussola per le imprese che vogliono esportare e investire all’estero, magari cercando anche mercati alternativi a quelli tradizionali, in questa fase di «weaponizzazione» degli strumenti e delle regole tradizionali dell’economia e della finanza, per usare le parole di Giampiero Massolo, direttore del Geopolitical Risk Observatory (Gro), l’Osservatorio sul rischio geopolitico ideato e realizzato dall’Università Luiss Guido Carli, presentato ieri al gruppo Internazionalizzazione di Confindustria, a Roma, con un primo evento ufficiale, a cui ne seguiranno altri, con cadenza periodica, per lanciare di volta in volta le diverse attività dell’Osservatorio.

Il nuovo scenario: «My Country First»

«Sempre più di frequente, in un mondo in cui prevale la legge del più forte e del “my country first”, gli Stati fanno un uso per così dire armato di strumenti di per sé neutri, come i dazi o le attività dei fondi sovrani, che diventano strumenti nelle mani dei governi per alimentare in confronto tra gli Stati e per favorire le imprese nazionali, a discapito di quelle di altri Paesi – spiega Massolo, che è anche presidente di Mundys e di Fincantieri Nextech -. Questo impatta anche sulla efficienza economica generale, come dimostra il caso degli Stati Uniti. La competizione tra Usa e Cina ha generato uno scenario geopolitico in cui al criterio della convenienza, che credevamo dominante, si sovrappone il criterio della sicurezza e, di conseguenza, governi e aziende devono tenere sempre più in considerazione questo elemento nelle loro decisioni e adeguarsi, investendo in intelligence economica e in strutture tese a mitigare i rischi geopolitici. È un mondo nuovo, in cui le normali decisioni aziendali rischiano di non essere più adeguate».

L’indice del rischio geopolitico

Da qui, la volontà dell’Università Luiss di dare vita a un Osservatorio che aiuti le imprese che vanno all’estero a orientarsi in questo nuovo scenario, attraverso tre tipi di attività. «Stiamo sviluppando un indice di rischio geopolitico, che presenteremo a maggio – precisa Massolo -. Si tratta di una misurazione quantitativa, sulla base di input qualitativi, di come influiscono le politiche dei governi sulle decisioni di investimento o esportazione del Sistema Paese e delle aziende italiane. L’indice sarà esteso nel tempo a un numero crescente di Paesi considerati prioritari per l’Italia e periodicamente presentato». Accanto a questa attività, il team di analisti e ricercatori del Gro sviluppa analisi periodiche (diffuse sul proprio sito e sui propri social media) delle crisi internazionali sulla base non dell’evoluzione quotidiana delle vicende, ma della dinamica dei rischi che ne potrebbero derivare. Infine, spiega Massolo, «offriamo alle aziende servizi personalizzati, attraverso briefings, attività di mentoring e formazione».

Il ruolo dell’Europa

Sono sempre più numerose le imprese medio-grandi, medie e piccole, ma anche le associazioni industriali, interessate a capire i rischi che presenta non solo un Paese, ma anche una certa catena di fornitura. «Per l’Europa questo tema è fondamentale – aggiunge Massolo -. Oggi dovrebbe andare verso una crescente autonomia strategica, che significa anche migliore difesa e tutela delle filiere produttive. Un altro tema fondamentale è quello delle infrastrutture, decisive per la competitività economica e la sicurezza nazionale». Proprio all’esigenza di una maggiore autonomia risponde, secondo Massolo, il maggiore dinamismo dimostrato dall’Europa negli ultimi mesi per raggiungere accordi di libero scambio con Paesi o regioni dal grande potenziale, come quelli siglati con il Mercosur e l’India o quello che potrebbe arrivare con l’Australia. «Il consiglio è sempre muoversi – conclude Massolo -. Continuare a investire e andare sui mercati, avendo però ben chiari i parametri della nuova realtà».

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