
Rientrare in Italia e continuare a lavorare in smart working per una società con sede in Germania o in Inghilterra, o altro Paese che sia, apre la strada comunque allo sconto del 50% delle tasse da pagare nei successivi cinque anni. Sconto riconosciuto dal Fisco con il regime agevolato degli impatriati ma solo a una condizione ben precisa: l’attività lavorativa deve essere svolta prevalentemente sul territorio italiano.
La richiesta dell’ingegnere
Il chiarimento è arrivato direttamente dall’agenzia delle Entrate interpellata sulla possibilità o meno di beneficiare del regime agevolato per il rientro dei cervelli da una ragazza con laurea magistrale in ingegneria aziendale che alla fine del 2020 si era trasferita nel Regno Unito e, a marzo del 2021, aveva iniziato a lavorare come Strategic Solutions Architect per una compagnia con sede legale in UK per poi iscriversi all’Anagrafe dei residenti all’estero sei mesi dopo. La lavoratrice negli anni successivi, pur cambiando lavoro, continuava la sua attività a Londra fino a settembre 2025 quando ha deciso di rientrare in Italia. Il tutto con un nuovo contratto di lavoro italiano con base in Italia per una società con sede legale in Germania. Un lavoro con un inquadramento Livello 1 del Contratto collettivo nazionale del Commercio, a tempo indeterminato e con un ufficio presso Milano, e possibilità di lavoro da remoto.
La risposta del Fisco
La risposta delle Entrate con l’interpello n. 2/2026 ribadisce, come accennato, che non serve un datore italiano: conta il luogo prevalente di lavoro in Italia, anche in smart working per una società estera. Tra i requisiti indispensabili per ottenere lo sconto del Fisco c’è il non aver avuto residenza fiscale italiana nei tre anni prima, un’elevata qualificazione e l’impegno a restare residenti per almeno due anni (estensibile). L’agevolazione si applica dall’anno d’imposta successivo a quello di rientro (2026 per chi rientra fine 2025) e per quattro anni successivi.
I vantaggi fiscali
Anche se rivisto dal Governo Meloni il regime degli impatriati concede ancora uno sconto importate sulle tasse dovute all’amministrazione finanziaria. In primo luogo il reddito da lavoro dipendente o da lavoro autonomo è tassato al 50% (su 100mila euro di reddito imponibile il Fisco ne tassa il 50%), comunque sia nel limite di 600.000 euro annui. Per come è strutturato lo sconto questo si applica in sede di dichiarazione dei redditi, in virtù anche del fatto che il lavoratore rientrato in Italia ha comunque un datore di lavoro con sede oltre confine.










