Storie Web venerdì, Settembre 4

Strategie mirate per contrastare la “malinconia” e le preoccupazioni da rientro in classe. Rientro che dovrebbe essere caratterizzato da una vera e propria collaborazione stabile tra scuola, famiglie e servizi del territorio, per abbassare la tensione e ottimizzare l’efficacia del valore educativo e inclusivo dell’istruzione. A indicarle è l’Istituto superiore di sanità, in vista della prima campanella che lunedì 7 settembre suonerà a Bolzano e poi, a seguire in altre regioni d’Italia. Si torna a scuola e può arrivare il “back to school blues”, quella malinconia da rientro che può trasformarsi in alcuni casi in ansia. Secondo Chiara Cattaneo, del Centro nazionale per la Prevenzione delle malattie e la promozione della salute e Vittorio Palermo, del dipartimento di Malattie cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell’Iss, si tratta di una fase di adattamento che è possibile superare con una serie di accortezze.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nei bambini più piccoli può manifestarsi con la difficoltà a separarsi dalle figure di riferimento, mentre man mano che si va avanti sono le performance scolastiche a generare maggiore preoccupazione. Per arrivare alla fase adolescenziale e preadolescenziale nella quale le relazioni con i coetanei assumono un valore centrale e la paura dell’esclusione dal gruppo sociale a generare stress. Particolare attenzione meritano secondo gli esperti Iss i momenti di transizione scolastica, nei quali la ridefinizione dei gruppi e delle amicizie può generare incertezza anche in studenti normalmente ben adattati.

L’ansia da rientro

L’ansia da rientro può manifestarsi attraverso pensieri ripetitivi e preoccupazioni riguardanti gli insegnanti, il rendimento scolastico, le amicizie o l’organizzazione delle attività quotidiane. Alcuni bambini chiedono continuamente rassicurazioni, altri mostrano irritabilità, maggiore sensibilità emotiva o difficoltà a concentrarsi.

Non sono infrequenti nemmeno i sintomi fisici. Mal di pancia, nausea, cefalea, stanchezza, disturbi del sonno o riduzione dell’appetito rappresentano modalità comuni attraverso cui il disagio psicologico può esprimersi. In altri casi possono emergere evitamento delle attività scolastiche, riluttanza a uscire di casa o resistenza ad affrontare situazioni percepite come difficili.

Cosa possono fare i genitori

 

Condividere.
Exit mobile version