A proposito di aiuti di Stato, il portavoce comunitario Ricardo Cardoso ha appena confermato che Roma e Bruxelles hanno iniziato questa settimana a discutere le modalità del cosiddetto Decreto Bollette, ossia il provvedimento di aiuti deciso dal governo Meloni per sostenere le famiglie e le imprese ad affrontare lo shock energetico. Alla richiesta di ulteriori informazioni, il portavoce ha spiegato di non poter aggiungere altro, per ora. I colloqui sono appena iniziati.
Intanto, la Commissione europea ha presentato questa settimana una mini-riforma del mercato delle emissioni nocive ETS. Novità più sostanziali potrebbero esserci nei prossimi giorni quando Bruxelles presenterà modifiche ai parametri che determinano la distribuzione di certificati gratuiti. Infine, in luglio l’esecutivo comunitario presenterà una riforma più ampia per adattare il mercato ETS alla decisione di ridurre le emissioni del 90% entro il 2040.
Sospendere il Patto?
Prevale in molti paesi europei la sensazione che la nuova crisi mediorientale giustifichi pienamente la scelta di ridurre il fabbisogno di gas e petrolio e di promuovere l’uso delle rinnovabili, pur di consentire all’Europa di diventare più indipendente. A proposito della riduzione della domanda, a Bruxelles si ricorda che nel 2022 un regolamento del Consiglio optò per misure di emergenze. Tra le altre cose, a titolo volontario i Ventisette furono chiamati a ridurre i consumi di gas del 15%.
Infine, c’è la questione dei conti pubblici. Secondo le informazioni raccolte a margine della riunione dell’Eurogruppo di venerdì scorso, due paesi – si deve presumere l’Italia e la Grecia – hanno suggerito di non chiudere la porta alla possibilità di sospendere il Patto di Stabilità, come nel 2020-2022. Nessun’altro paese avrebbe fatto propria questa idea, e la stessa Commissione europea avrebbe notato che l’uso della clausola di emergenza (escape clause, in inglese) non è, in questo momento, giustificata.









