Secondo Vance, tuttavia, la rabbia di gran parte del popolo Maga è stata causata dalla guerra in Iran, con le sue ricadute sull’inflazione. E per la sconfitta storica dei repubblicani – che a metà mandato hanno perso la maggioranza alla Camera e anche al Senato – il primo colpevole è Hegseth: l’uomo della guerra, il giovane e ambizioso capo del Pentagono che nei momenti cruciali, nello Studio Ovale, ha spinto Trump a iniziare i bombardamenti contro il regime degli ayatollah. Forse, anche lui, convinto ad agire dalle promesse di «una soluzione rapida» fatte dal premier israeliano Banjamin Netanyahu, contro invece il parere delle gran parte degli esperti di Medio Oriente e strategie militari.
Al segretario alla Difesa, la mancanza di piani, l’incapacità di trovare un’exit strategy, la gestione delle risorse militari, perfino diversi svarioni nella comunicazione. La scorsa estate, di fronte al blocco di Hormuz e mentre i leader iraniani rifiutavano di negoziare, lo stesso Trump aveva avuto un duro confronto con Hegseth, accusandolo di non essere stato chiaro sulle scorte di munizioni dell’esercito americano: «È colpa tua, non mi hai informato come dovevi», aveva urlato il presidente.
Per licenziare Hegseth, tuttavia, Trump dovrebbe ammettere di avere sbagliato. Anche per questo, secondo fonti vicine all’amministrazione repubblicana, il presidente potrebbe scegliere di scaricare non il ministro scelto da lui, ma almeno un paio di generali, non senza colpe: nel più classico degli scaricabarile a rimetterci potrebbero essere Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, e l’ammiraglio Brad Cooper, responsabile della supervisione del conflitto.
Ma questa purga, interna e minore, potrebbe non bastare. Su Hegseth pende già la richiesta di impeachment avanzata dal repubblicano Thomas Massie, intenzionato a riproporla sfruttando la delusione di molti deputati conservatori che resteranno in carica solo fino a dicembre, e con il sostegno dei democratici alla Camera.
«C’è solo un modo per evitare l’impeachement: Hegseth si deve dimettere per fermarmi», ha detto Massie, il deputato anti-Trump a fine mandato che già lo scorso settembre aveva chiesto un’azione contro Hegseth con accuse precise: quella di condurre la guerra in Iran senza l’autorizzazione del Congresso; di aver sequestrato il presidente venezuelano Nicolas Maduro, senza l’autorità costituzionale; e di aver ucciso decine di sospetti trafficanti di droga in raid delle forze speciali decisi dal Pentagono nei Caraibi.








