Dopo una lunga trattativa e diversi rinvii, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione Europea hanno raggiunto un accordo sul nuovo regolamento rimpatri, il provvedimento destinato a completare il quadro normativo del Patto Migrazione e Asilo. L’intesa è stata raggiunta in sede di trilogo tra i negoziatori delle due istituzioni e rappresenta uno dei passaggi più rilevanti della riforma europea delle politiche migratorie.
Il testo introduce nuove regole per la gestione dei cittadini di Paesi terzi che non hanno diritto a soggiornare nel territorio dell’Unione. Tra le misure previste figurano specifici obblighi di cooperazione con le autorità nazionali da parte delle persone destinatarie di un provvedimento di rimpatrio, con l’obiettivo di rendere più efficaci le procedure di allontanamento.
L’accordo prevede inoltre nuovi strumenti per rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri e una maggiore collaborazione nella gestione dei rimpatri. Uno degli elementi più significativi riguarda la possibilità per i governi nazionali di creare hub di rimpatrio in Paesi terzi per le persone che non hanno titolo per rimanere nell’Unione Europea.
Secondo quanto stabilito dal testo, queste strutture potranno essere utilizzate sia come destinazione finale dei rimpatri sia come centri di transito in vista del trasferimento verso i Paesi di origine. Gli hub potranno inoltre fungere da punto di passaggio verso altri Paesi terzi, ampliando le opzioni a disposizione degli Stati membri nella gestione delle procedure di rimpatrio.
L’intesa raggiunta dai co-legislatori europei non conclude tuttavia l’iter legislativo. Il compromesso dovrà ora essere sottoposto all’esame della commissione Libertà civili, giustizia e affari interni del Parlamento europeo (Libe) e successivamente al voto dell’Aula di Strasburgo.








