
A due mesi dal referendum sulla Giustizia, con il voto previsto per il 22 e il 23 marzo, il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, pone un doppio invito. Da un lato, quello di informarsi e capire «la posta in gioco». Dopo, l’importanza di partecipare e quindi di andare a votare.
Il riferimento all’astensionismo
Zuppi, introducendo i lavori al Consiglio episcopale permanente, ha ricordato il «clima generale di disimpegno, che affiora ogni volta che siamo convocati alle urne». Per questo, ha aggiunto, «sentiamo l’esigenza di ribadire l’importanza della partecipazione».
«Tutti noi parteciperemo, perché corresponsabili del bene comune del nostro Paese. Invitiamo quindi tutti ad andare a votare, dopo essersi informati e aver ragionato sui temi e sulla posta in gioco per il presente e per il futuro della nostra società, senza lasciarsi irretire da logiche parziali».
Con l’augurio che poi, anche dopo il referendum, continui «l’attenzione sull’esercizio concreto della giurisdizione nel nostro Paese, snodo importante per la custodia del bene comune e il perseguimento della giustizia, che soffre di molte difficoltà. Su questi temi, come su tutti gli altri che interessano la nostra convivenza, ci auguriamo che sia sempre vivo un dialogo responsabile e costruttivo tra le forze sociali e culturali e le diverse parti politiche, nella ricerca del massimo consenso possibile attorno a soluzioni di bene».
Zuppi: «Essenziale l’autonomia dei giudici»
Zuppi ha sottolineato l’importanza della magistratura, con «l’equilibrio tra poteri dello Stato che i padri costituenti ci hanno lasciato come preziosa eredità e che è dovere preservare». La separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici e l’assetto del Consiglio superiore della magistratura «sono temi che, come Pastori e come comunità ecclesiale, non ci devono lasciare indifferenti. Autonomia e indipendenza sono connotati essenziali per l’esercizio di un processo giusto, e tali valori devono essere perseguiti, pur nelle diverse possibili realizzazioni storiche e pluralità di opinioni e orientamenti».










