E poi c’è la carica degli studenti fuori sede che hanno chiesto al Pd, ad Avs e al M5s di poter ricoprire la carica di rappresentanti di lista così da poter esprimere anche loro il proprio giudizio.

Referendum giustizia: separazione carriere, perché sì e perché no

Cosa accade se vince il Sì

Attualmente i magistrati possono cambiare carriera solo una volta ed esiste un solo consiglio superiore della magistratura, che si occupa dei trasferimenti, delle assunzioni e del comportamento di tutti i magistrati, in modo indipendente dalla politica.

Se gli italiani votassero per il sì, entrerebbe in vigore la separazione delle carriere e verrebbero istituiti due consigli superiori della magistratura, uno per i giudici giudicanti e uno per i pubblici ministeri, mentre un terzo dei membri di ciascun consiglio verrebbe sorteggiato da una lista approvata dal Parlamento.

Infine, le sanzioni per i magistrati non verrebbero più emanate dal CSM, ma da un nuovo organo: l’Alta Corte Disciplinare.

I 5 quesiti

Il primo quesito riguarda la riforma del Consiglio superiore della magistratura, l’organo di autogoverno dei magistrati. Si chiede quindi se si voglia o meno abrogare la legge del 24 marzo 1958 che regola il funzionamento del Csm stesso.

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