Il referendum costituzionale sulla giustizia sulla separazione delle carriere si avvicina (si andrà al voto il 22 e 23 marzo) e i sondaggi continuano ad uscire copiosi. Se la maggioranza delle rilevazioni continua a dare il sì in vantaggio, sono comunque aumentate le rilevazioni (rispetto a un mese fa) che danno in vantaggio il no. I sondaggi, tuttavia, variano molto a seconda del campione utilizzato, del tipo di domanda e dalla percentuale di indecisi considerata. Un aspetto continua comunque ad emergere con una quasi certezza: più altra sarà l’affluenza più probabile sarà la vittoria del sì. Ecco qui le ultime rilevazioni.

BiDiMedia

Il sondaggio di BiDiMedia per First, realizzato dal 23 al 24 febbraio (pubblicato il 27 febbraio) su 2mila intervistati, ipotizza tre scenari. Il primo con una affluenza al 47%: in questo caso, alla domanda “Se domani si votasse per il Referendum sulla Giustizia, lei per chi voterebbe?” i sì vincerebbero con il 51,5% contro il 48,5%. Con una affluenza al 44% i sì sarebbero al 51% mentre con una affluenza al 51% sarebbero al 52,5%.

Lab21

Il sondaggio Lab21, per affaritaliani.it, realizzato tra il 13 e il 21 febbraio su 1.021 interviste valide e complete, alla domanda “il 22 e 23 marzo 2026 si svolgeranno le votazioni per il referendum sulla giustizia, lei voterà sì o no?”, tra chi dichiara che andrà a votare (con una stima di affluenza al 59,3%) il sì è al 63,2% contro il 36,8% di no.

Tecnè

La rilevazione di Tecnè per Rti (realizzata tra il 17 e il 19 febbraio su 2.012 rispondenti), alla domanda “Se si votasse oggi per il referendum sulla riforma della giustizia come voterebbe?”, tra chi indica che andrebbe a votare (43%) il sì si assesta tra il 54 e il 56% mentre il no tra il 46 e il 44%

Demopolis

La rilevazione di Demopolis per Otto e Mezzo La7, realizzata tra il 18 e 19 febbraio su 2mila interviste complete, alla domanda “Se domani dovesse recarsi alle urne per il Referendum confermativo delle Riforma della Giustizia, lei voterebbe:” i sì sono il 40%, contro il 41% dei no e il 19% di indecisi (con un 42% di elettori che dichiara di volersi recare alle urne)

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