Storie Web giovedì, Febbraio 12
Referendum, nei sondaggi si riduce il vantaggio del sì sul no. Gratteri: «Voteranno sì imputati e massoneria deviata»:  è polemica

I sondaggi sul referendum sulla giustizia che si celebrerà il 22-23 marzo davano solo qualche settimana fa una decina di punti di distacco fra il sì e il no, con il primo in netto vantaggio. Una forbice che, col passare dei giorni, si è andata via via riducendo tanto che adesso in varie rilevazioni il no è poco sotto il sì. Ed è polemica per una frase del procuratore Nicola Gratteri secondo cui «voteranno sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata e i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente».

L’ultimo sondaggio

L’ultimo sondaggio è uscito il 12 febbraio ed è quello di Noto sondaggi. Secondo questa rilevazione il 53% degli italiani – il 6% in meno rispetto all’ultima rilevazione del 28 gennaio – voterebbe sì alla conferma della legge sulla separazione delle carriere dei magistrati (così come uscita dal Parlamento), mentre il 47% voterebbe no, quindi per l’abrogazione.

Le altre rilevazioni

Altri due sondaggi confermano questo trend. Il 6 febbraio è stata pubblicata la rilevazione di Only Numbers per Porta a Porta: il sì era al 40,8%, il no al 33,4 per cento. Lo stesso giorno era uscita la rilevazione di Eumetra; anch’essa dava il sì e il no in avvicinamento. I favorevoli alla riforma sulla separazione delle carriere erano il 52,5% mentre i contrari erano il 47,5 per cento.

Possibili comizi di Meloni

L’avanzata del no nei sondaggi sembra aver messo in allarme Palazzo Chigi. Tanto che adesso non viene esclusa la possibilità che a scendere in campo sia la stessa premier con comizi ad hoc. Potrebbe tenerne uno a Milano o forse a Napoli, la città di uno dei testimonial più agguerriti del no, Nicola Gratteri. D’altra parte anche la leader del Pd Elly Schlein sta girando l’Italia per una campagna di ascolto degli elettori che è allo stesso tempo una campagna elettorale per il no al referendum.

Conte-Nordio

Il leader del Movimento Cinque Stelle, Giuseppe Conte, scenderà nell’agone referendario con un confronto diretto con il Guardasigilli Nordio il 25 febbraio a Palermo. Un unicum nel dibattito tra maggioranza e opposizione. Ma la campagna dei 5 stelle comprende anche le gigantografie digitali con la scritta “Vota no al referendum salva-casta” che campeggiano già da giorni nelle metropolitane di Roma, Milano, Torino e Napoli e nei circuiti delle pensiline e ledwall della Capitale e di Milano. Altre ancora arriveranno a ridosso dei giorni clou. Per esempio, nelle ultime settimane prima del voto, si vedranno le pubblicità sugli autobus di Roma, Milano, Napoli e Bologna; nel rush finale, anche i ledwall delle stazioni verranno tappezzati dagli slogan pentastellati per il no alla riforma Nordio.

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