Storie Web venerdì, Febbraio 13
Ready to drink e birre artigianali, cocktail monodose o alla spina: ecco come cambia il bere fuori casa

Il fuori casa in Italia ha recuperato i livelli pre-pandemia. Secondo i dati Crest di Circana – che raccoglie i consumi fuoricasa in ristorazione, bar e fast food – le visite sono tornate a 9,7 miliardi ad agosto 2025, vicine alle 10,2 dello stesso periodo del 2019. Gli atti di acquisto complessivi di bevande alcoliche e analcoliche si sono stabilizzati a 2,2 miliardi di euro, esattamente come sei anni fa. Ma è nella composizione di questi consumi che emergono le trasformazioni più significative del mercato beverage, che saranno al centro di Beer&Food Attraction, in programma alla Fiera di Rimini dal 15 al 17 febbraio.

Il panel Horeca, sempre di Circana, che monitora il comparto bevande venduto dai grossisti, conferma la crescita a valore del 39% dal 2019 al 2024. Nei primi sei mesi del 2025 il fatturato complessivo ha raggiunto 2,3 miliardi di euro. A trainare il mercato sono stati principalmente i soft drink privi di anidride carbonica, con un incremento del 24%. Ma il dato più rilevante riguarda i cocktail alcolici, i cui atti di acquisto sono passati da 69 milioni a 91 milioni (+32%). Anche liquori e superalcolici hanno registrato una crescita significativa, salendo dai 58 milioni del 2019 ai 76 dello scorso agosto (+30%), con un’ulteriore accelerazione del 23% nell’ultimo anno.

Birra: artigianali e analcoliche in ascesa

Il comparto della birra, che secondo Assobirra vale oggi 10,2 miliardi di euro, sta vivendo una doppia evoluzione. Da un lato le birre artigianali hanno registrato 183 milioni di atti di acquisto (+15% rispetto al pre-Covid). Dall’altro emerge con forza il segmento delle birre analcoliche, che hanno visto gli acquisti schizzare da 28 milioni a 49 milioni (+79%), con un +18% solo nell’ultimo anno. Non è più una nicchia: Assobirra evidenzia che il 25% della Gen Z sceglie sempre l’analcolico e il 53% del totale lo valuta in base all’occasione. Questo avviene in un contesto di consumo più consapevole, dove l’89% degli italiani dichiara comportamenti responsabili, evitando in particolare di bere prima di guidare o lavorare.

No alcol in tutti i segmenti

La tendenza no-alcol attraversa trasversalmente tutto il beverage. Ad esempio Fonte Margherita 1845 porta a Rimini il Mojito Zero, che ha appena ricevuto il premio Innovazione al BarAwards 2025 nella categoria Ready to drink analcolici. La linea comprende cinque aperitivi analcolici – Mojito Zero, Spritz Zero, Bellini Zero, G+Tonica Zero, Limoncello Zero Spritz – realizzati con acqua minerale delle Piccole Dolomiti e aromi naturali, senza coloranti artificiali.

Ready to drink: +12% entro il 2027

Sul fronte della mixology, il segmento dei cocktail ready to drink (Rtd) si sta affermando come uno dei più dinamici. Il mercato ha registrato una crescita del 2% in volume nell’ultimo anno. Jas, liquorificio artigianale romano nato nel 2021, presenta il Listino 2026 con cocktail pronti in fusti da 10 e 20 litri e formati monodose, dalle interpretazioni dello Spritz al Gin Tonic, dal Mojito all’Americano, fino a varianti aromatiche come Mandarino, Bergamotto e Melagrana. L’azienda punta su un mercato che, secondo Iswr, crescerà di un ulteriore 12% entro il 2027, arrivando a un valore di 40 miliardi di dollari nei dieci Paesi chiave. Circa un italiano su quattro, infatti, ha consumato un ready to drink negli ultimi sei mesi e oltre la metà si dichiara interessata a provarli in futuro.

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