Storie Web martedì, Febbraio 17
Rapporto Onu: i migranti in Libia vittime di torture e stupri

Migranti, rifugiati e richiedenti asilo in Libia sono vittime di «violazioni e abusi sistematici» dei diritti umani, inclusi omicidio, torture, violenze sessuali e tratta di esseri umani. È il bilancio tracciato da un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni unite per i diritti umani e della Missione di sostegno dell’Onu in Libia. Il rapporto evidenzia che i migranti vengono «radunati e rapiti da reti criminali di trafficanti, spesso legate alle autorità libiche e a reti criminali all’estero», descrivendone la trafile.

Prima avviene la «separazione dalla loro famiglie», poi il trasferimento in centri di detenzione con metodi che configurano forme di detenzione arbitraria. Una volta imprigionati, i migranti sono «regolarmente sottoposti a violazioni e abusi terribili, tra cui schiavitù, tortura, maltrattamenti, lavoro forzato, prostituzione forzata e altre forme di violenza sessuale, richiesta di riscatto, estorsione», oltre alla «confisca e rivendita dei loro effetti personali e documenti di identità».

La «normalizzazione» degli abusi

L’indagine è stata redatta con interviste a un centinaio di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in arrivo da 16 Paesi di Africa, Medio Oriente e Asia meridionale. Nel periodo sotto la lente dell’indagine, fra gennaio 2024 e dicembre 2025, il rapporto fra emergere un «modello di sfruttamento che preda sui migranti, sui richiedenti asilo e sui rifugiati in situazioni di maggiore vulnerabilità che è diventato business as usual: una realtà brutale e normalizzata».

La Libia, 7,5 milioni di abitanti su una superficie pari a quasi sei volte l’Italia, si è trasformata da oltre un decennio in uno snodo cruciale di transito per le migrazioni alla volta dell’Europa. Il Paese è oggi spaccato fra il cosiddetto governo di unità nazionale di Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh e un est sotto l’autorità del governo di stabilità nazionale del maresciallo Khalifa Belqasim Haftar. La comunità internazionale riconosce Dbeibah, anche se il dialogo è mantenuto con entrambi gli schieramenti.

Il ministero dell’Interno italiano ha registrato un totale di 58.408 arrivi dalla Libia sui poco più di 66mila registrati complessivamente nel 2025, l’equivalente di un balzo di oltre il 38% rispetto al 2024 e di una quota che sfiora il 90% degli sbarchi complessivi nei 12 mesi sotto la lente del Viminale. Italia e Ue hanno siglato accordi e fornito finanziamenti alla Guardia costiera libica, con una stima riportata dal Sole 24 Ore di circa mezzo miliardo di euro in finanziamenti Ue nell’arco di un decennio.

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