
Che l’Italia sia un Paese pieno di competenze di alto livello non è un mistero per nessuno, ma le lacune di un ecosistema che non sempre riesce a facilitare la vita di chi vuole fare ricerca e impresa tendono a disperdere energie, risorse ed entusiasmo di chi avrebbe qualcosa da dire in settori diversi da quelli della moda e del cibo. Al CES di Las Vegas di quest’anno, però, si è visto un Paese dove le competenze di altissimo livello finalmente riescono a tradurre in business anche la proposta tecnologica più spinta. Un primo esempio è quello di Aigo, un sistema di monitoraggio dell’attenzione e della stanchezza creato dalla start-up padovana Oraigo. Una bandana elettronica da indossare sul capo monitora l’attività cerebrale degli autisti alla guida, allertandoli in caso di stanchezza eccessiva. La vera potenza di questa invenzione sta nel fatto che i dati possono essere inviati alla centrale operativa che controlla la flotta di veicoli e analizzati per capire quali trasporti sono più critici e prendere le dovute precauzioni in termini di numero di autisti e turni da effettuare.
Un settore che ha spopolato quest’anno per numero di proposte e creatività è quello della robotica e la soluzione della start-up Adaptronics sembra ideale per cavalcarne l’onda. La pellicola ultrasottile e flessibile EAAL, infatti, diventa adesiva a comando tramite forze elettrostatiche e integrata capacità di sensore alla prossimità e contatto con l’oggetto da afferrare. In altre parole, è un sistema che afferra saldamente qualsiasi oggetto, a prescindere dalla sua forma, consumando pochissima energia e in tempi ultrarapidi. Il fatto che sia composta solo da due elementi, l’elettronica e l’interfaccia elettro-adesiva, la rende anche molto robusta e adatta a usi intensivi. Considerando che il padiglione nord era pieno zeppo di espositori che costruivano mani per robot, questa è un’alternativa che ottime prospettive.
Restando vicini all’ambito robotico, parliamo di Agadexo, un esoscheletro semi-attivo che protegge la schiena durante il sollevamento di carichi pesanti, rilevando i movimenti di chi lo indossa e fornendo supporto quando serve. È disponibile in due versioni: la prima che supporta le braccia e la seconda che supporta le gambe. Sono combinabili per avere un sussidio completo nell’attività fisica pesante. La sua struttura modulare lo rende semplicissimo da adattare a più persone, le batterie durano circa 9 ore e si cambiano in meno di due minuti. Ideali per lavorare su turni e persone diverse.
La milanese Suncubes, invece, si propone per risolvere uno dei problemi annosi degli IoTs, dei dispositivi connessi a Internet: la durata delle batterie. Grazie a un sistema di raggi laser, possono convogliare l’energia in un singolo fascio di luce che può arrivare a 3km di distanza e ricaricare le batterie del bersaglio a distanza. Il primo uso di questa tecnologia è quella del rifornimento in volo dei droni, in modo che possano lavorare senza dover impiegare minuti preziosi nel ritorno alla base e nel cambio della batteria, ma anche i dispositivi fissi sono un ottimo caso d’uso. Ovunque si debba portare un sistema elettronico in assenza di rete elettrica, questa tecnica di ricarica può rendere tutto molto più semplice e immediato.
Infine, la leccese PA360 presenta Training on skills, un ecosistema formativo immersivo che integra corsi e-learning e Serious Games 3D progettati per rendere l’apprendimento interattivo, coinvolgente e adattivo. Con oltre 250 corsi e più di 270 giochi formativi in 3D, la piattaforma offre un’esperienza di apprendimento multilivello e fruibile in otto lingue diverse. Questa ricchezza di contenuti mira a potenziare la formazione sulle competenze umane come comunicazione, leadership, resilienza, pensiero critico e gestione delle relazioni, punti chiave per affrontare le sfide del lavoro moderno, dove la flessibilità e la capacità di reinventarsi sono forse più importanti delle competenze specifiche.




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