
Le relazioni della Russia con i Paesi europei, Italia compresa, attualmente «lasciano molto a desiderare» ma Mosca «è pronta a ripristinarle», dice il presidente russo Vladimir Putin ricevendo al Cremlino gli ambasciatori di diversi Paesi europei, tra i quali l’italiano Stefano Beltrame, per la cerimonia di presentazione delle credenziali.
«Le nostre relazioni con ciascuno dei Paesi europei rappresentati qui, Francia, Repubblica Ceca, Portogallo, Norvegia, Svezia, Austria, Svizzera e Italia, hanno radici storiche profonde, e sono ricche di esempi di una collaborazione mutualmente benefica», ha detto Putin. Ma al momento, ha aggiunto, «il dialogo e i contatti, e non per nostra colpa, sono stati ridotti al minimo» e «l’interazione su questioni chiave internazionali e regionali è stata congelata». La Russia, ha tuttavia concluso il capo del Cremlino, «è stata e rimane impegnata» a migliorare le relazioni con questi Paesi ed «è pronta a ripristinare il livello di relazioni di cui abbiamo bisogno». Un deciso cambio di registro, se consideriamo che il presidente russo, un mese fa, aveva definito i leader europei «porcellini accodati a Biden».
I rapporti sono degradati perché «noi abbiamo detto che il Cremlino ha sbagliato a invadere l’Ucraina e abbiamo difeso l’Ucraina, ma non siamo in guerra con il popolo russo» è stata la replica del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Il presidente Usa Donald Trump intanto sferza ancora Volodymyr Zelensky sostenendo che è il leader ucraino a rallentare un accordo di pace, non Putin che invece sarebbe «pronto». Da Mosca applaudono: «Trump ha ragione, è Zelensky l’ostacolo».









