Storie Web giovedì, Aprile 9

Vladimir Putin ha annunciato un cessate il fuoco di due giorni in occasione della Pasqua ortodossa. Lo stop delle ostilità entrerà in vigore per le forze armate russe dalle ore 15 italiane di sabato 11 a mezzanotte di domenica 12, ha annunciato il Cremlino, aggiungendo di aspettarsi che anche Kiev segua l’esempio. Nei giorni scorsi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva proposto una tregua energetica, sullo sfondo dei continui bombardamenti alle infrastrutture civili.

La notizia della tregua di Pasqua è un segnale di distensione, in una fase in cui si prevede che le trattative trilaterali tra Washington, Kiev e Mosca riprenderanno in tempi brevi. Questa almeno è la valutazione di Zelensky, che in un’intervista alla Rai chiede anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di fare sentire la sua «importante» voce per fare sbloccare il pacchetto di aiuti della Ue da 90 miliardi in favore di Kiev.

Il Cremlino finora era stato tiepido sull’idea di una tregua. Alla fine di marzo il portavoce di Putin, Dmitry Peskov, aveva detto che Zelensky avrebbe dovuto impegnarsi per l’ottenimento di una pace duratura piuttosto che proporre un cessate il fuoco pasquale di breve durata. Secondo Mosca, infatti, una tregua avrebbe potuto portare Kiev a riorganizzare le forze, in vista di ulteriori attività belliche. Alla fine, comunque, il leader russo ha deciso di optare per un cessate il fuoco, seppur minimo. Ed è stato il secondo segnale positivo in poche ore, dopo un nuovo scambio di salme di soldati caduti. Mosca ne ha consegnate 1.000 in cambio del ritorno di 41 corpi, ha detto una fonte parlamentare russa alla testata Rbk.

In un’intervista trasmessa dal Gr1, Zelensky ha detto che «gli Stati Uniti erano più concentrati sul Medio Oriente» fino al cessate il fuoco dichiarato nella notte tra martedì e mercoledì. «Per questo – ha aggiunto – i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati. Ma ripartiremo».

Le questioni che saranno esaminate per prime, ha sottolineato il leader ucraino in un congresso di autorità locali e regionali, saranno alcuni aspetti legati alle garanzie di sicurezza. Tra l’altro, come finanziare l’esercito ucraino dopo la fine della guerra e come ottenere sistemi di difesa aerea, importanti sia per i paesi europei che per quelli mediorientali. Ma «la questione più difficile – ha affermato – è la reazione degli Stati Uniti d’America a una nuova aggressione da parte della Russia, qualora questa si verificasse».

Condividere.