Storie Web mercoledì, Marzo 25

Anche in una situazione difficile come quella degli attuali venti di guerra, a Pasqua non mancherà la voglia di stappare qualche bottiglia di vino. Senz’altro di quelle di Prosecco – bollicine che sembrano immuni a dazi e calo dei consumi alcolici – per cui si stimano ordini in crescita del 4% in occasione delle prossime festività.

I dati più recenti confermano la solidità di tutte e tre le denominazioni del Prosecco, sottolineano dal Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est. Il Prosecco Doc ha chiuso il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate (+1,1% rispetto al 2024) e oltre l’82% della produzione destinata all’export, per un valore stimato alla produzione di oltre 3 miliardi di euro. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha registrato circa 98 milioni di bottiglie (+8% sul 2024), confermando il ruolo centrale della qualità e dell’identità territoriale. La Docg Asolo Prosecco si conferma la denominazione più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie imbottigliate e una crescita del 16% rispetto al 2024.

«Il Prosecco è uno dei simboli più forti del Veneto nel mondo e il risultato di un lavoro collettivo costruito nel tempo. Il Veneto ha saputo affermarsi nel mondo grazie a questo vino, ricco di profumi, freschezza ed equilibrio, che deve essere costantemente valorizzato, raccontato e tutelato nella sua identità. La vera sfida oggi non è la crescita in sé, ma la capacità di continuare a proteggere questo patrimonio senza mai darlo per acquisito», dichiara Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, al rientro da Wine Paris e ProWein.

Nel primo bimestre del 2026, il Prosecco Doc ha registrato un calo tecnico dell’imbottigliamento rispetto allo stesso periodo del 2025, ma secondo Pizzolato «questo fenomeno non indica una diminuzione della domanda: le giacenze in cantina sono aumentate del +5,8%, a dimostrazione che le aziende hanno gestito l’imbottigliamento per consentire ai mercati esteri, in particolare gli Usa, di smaltire le scorte accumulate nei primi mesi del 2025 per tutelarsi dai possibili dazi».

Se i primi due mesi dell’anno hanno visto questa flessione tecnica, i dati sulle giacenze e il fermento degli ordini in vista della Pasqua 2026 confermano che «il sistema è pronto a una nuova accelerazione, sostenuta da un export che ha superato la soglia dei 2,2 miliardi di euro nel 2025 confermando il consolidamento del segmento». La Francia ha registrato un incremento a doppia cifra (+18%), confermandosi il terzo mercato mondiale più profittevole dopo Usa e Uk per la denominazione.

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