
Un’immagine della Groenlandia avvolta nella bandiera degli Stati Uniti, con la didascalia «Presto la Groenlandia!». Il tutto poche ore dopo che l’operazione statunitense in Venezuela ha portato alla cattura del presidente Nicolás Maduro. A pubblicare la foto sul suo profilo X Katie Miller, podcaster e commentatrice politica americana. Il post – privo di spiegazioni – provoca la reazione immediata delle autorità danesi.
Il post e l’effetto
Appena dopo la pubblicazione, il profilo di Miller diventa terreno di speculazioni sul possibile interesse strategico degli Stati Uniti per la Groenlandia. La reazione ufficiale arriva dall’ambasciatore danese a Washington, Jesper Møller Sørensen, che risponde con un messaggio altrettanto pubblico su X, sottolineando che «gli Stati Uniti e il Regno di Danimarca sono stretti alleati» e che «la sicurezza degli Stati Uniti è anche la sicurezza della Groenlandia e della Danimarca». Sørensen ribadisce inoltre che la Groenlandia è parte della Nato e che «ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca».
Chi è Katie Miller
Katie Miller è una figura ben nota nel circuito dei media conservatori americani. Ha lavorato alle campagne del Partito Repubblicano e nel mondo della comunicazione politica, sviluppando una presenza influente come commentatrice e podcaster sulle piattaforme digitali. La sua attività pubblica si intreccia spesso con narrative pro-repubblicane e vicine alle posizioni dell’ex amministrazione Trump.
Stephen Miller: da policy a politica
L’immagine pubblicata suscita ancora maggiore eco perché Katie è sposata con Stephen Miller, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. Miller è stato consigliere senior alla Casa Bianca durante il suo primo mandato, diventando nel tempo uno degli architetti delle politiche più controverse dell’amministrazione, in particolare su immigrazione, sicurezza dei confini e identità nazionale. È a lui che vengono attribuite misure come il “travel ban” verso Paesi a maggioranza musulmana, la linea della “tolleranza zero” al confine con il Messico e l’uso estensivo di strumenti amministrativi per restringere l’accesso all’asilo.
Miller è considerato un ideologo, più che un tecnico, capace di tradurre una visione nazionalista e securitaria in atti di governo, discorsi presidenziali e strategie comunicative. Internamente alla Casa Bianca era noto per la sua influenza diretta sul presidente e per la capacità di imporre una linea dura anche contro le resistenze di altri apparati. Non è mai stato un uomo dell’intelligence né ha guidato strutture operative come la Cia, ma ha esercitato un potere reale nel definire le priorità politiche e simboliche dell’amministrazione Trump.










