Cinquantenne che vuole rendere più efficiente la propria abitazione dal punto di vista energetico, installando pompe di calore o infissi all’avanguardia. È l’identikit dell’italiano che chiede un prestito green secondo gli ultimi dati forniti da Crif. Nel 2025, il totale finanziato del settore ha raggiunto gli 887 milioni di euro con un importo medio di circa 5mila euro.
«Confrontando il secondo semestre 2025 con il primo – si legge nel documento dell’Osservatorio Crif –, si registra un incremento del 49%, un risultato che riflette sia dinamiche stagionali sia l’effetto degli incentivi pubblici. Si tratta di un mercato che cresce in modo strutturato, guidato anche da una domanda sempre più attenta alle tematiche ambientali e da un’offerta creditizia in espansione».
I più interessati
Sono gli over 50 i più interessati a chiedere un prestito green, sfatando in tal modo l’ennesimo luogo comune sulla transizione energetica «che non è prerogativa solo delle generazioni più giovani e racconta – evidenziano gli analisti Crif – di un’ampia fascia di clientela con maggiore capacità di spesa e con un patrimonio immobiliare e abitativo da valorizzare». Le persone fisiche sono comunque la componente principale con una quota dell’88% sul totale finanziato, seguite dalle ditte individuali (6,2%) e dalle società (5,8%).
Per quanto riguarda il “taglio” più diffuso dei prestiti green, la fascia prevalente è quella fino ai 5mila euro (il 33,7%), seguita dalla forchetta 5mila-10.mila (20,7%).
Settori trainanti
L’Osservatorio Crif va a fondo anche sul versante dei settori. Al primo posto ci sono i prestiti per l’energia che pesano per il 39% sul totale finanziato nel 2025 e con una crescita del 45% nel secondo semestre rispetto al semestre precedente (sempre nel 2025). Al secondo posto ci sono i finanziamenti green per gli infissi (34%). In questo caso però vi è da segnalare il boom di incremento tra i due semestri dello scorso anno: i prestiti green sono cresciuti addirittura dell’80 per cento. Altri settori sono: il comparto stufe con il 16% dei volumi, in crescita del 42% semestre su semestre; e ancora le bici con il 6 per cento che però hanno registrato un calo dell’11% tra i due semestri.
