
Il fenomeno in Italia
Nella prefazione del rapporto, il vicedirettore generale della Fao, Maurizio Martina, richiama l’attenzione sui dati della povertà in Italia: 5,6 milioni di persone in povertà assoluta e oltre due milioni di famiglie prive delle risorse necessarie per una vita dignitosa.
Di fronte a questi numeri, non stupisce che l’8,4% degli abitanti del nostro Paese viva in condizioni di deprivazione alimentare. Quasi cinque milioni di persone dichiarano di non potersi permettere un pasto a base di carne, pesce o un equivalente vegetariano nemmeno una volta ogni due giorni.
Questa condizione presenta forti differenze a seconda del territorio. Nel Mezzogiorno la quota di persone colpite da insicurezza alimentare sale al 12,2%, al Centro si attesta intorno all’8,8% mentre il Nord si posiziona sotto la media nazionale con il 5,6%.
Gli aiuti alimentari
Per affrontare queste difficoltà, sempre più persone ricorrono agli aiuti alimentari. Nel 2023 i Banchi Alimentari hanno distribuito 119.000 tonnellate di cibo in tutto il Paese e circa 3 milioni di cittadini hanno ricevuto aiuti tramite il Fondo di Aiuti Europei agli Indigenti.
Anche nel sistema di assistenza, tuttavia, non mancano i problemi. Circa la metà delle persone in povertà assoluta non riceve alcun aiuto alimentare, e a volte il cibo raccolto non è adeguato. L’analisi nutrizionale degli aiuti distribuiti, infatti, rivela gravi carenze: spesso abbondano proteine animali, dolci e snack, mentre sono quasi assenti cereali integrali, frutta e verdura fresca.











