Storie Web martedì, Febbraio 10
Ponte sullo Stretto, nuova tabella di marcia: delibera e atto aggiuntivo entro l’estate

Nuova tabella di marcia sul Ponte sullo Stretto che sul fronte amministrativo riparte dalle carte bollate. E’ il decreto Infrastrutture a rimettere mano al cronoprogramma: nella relazione illustrativa spuntano anche due nuove date che però a quanto sembra non sono scritte sulla pietra. Ma intanto l’orizzonte temporale è fissato: la delibera del Cipess e il Terzo atto aggiuntivo alla concessione saranno pronte entro l’estate per essere inviate alla Corte dei conti. La prima, la più importante, entro il 31 maggio. Il secondo – sul quale proprio la magistratura contabile aveva eccepito un’inversione nelle vecchie procedure (prima l’atto e poi la delibera) – entro il 31 luglio, dopo la delibera appunto. Un nuovo round che si annuncia ancora al centro dello scontro politico con il leader di Avs Angelo Bonelli che attacca contestando “la mancanza di rispetto delle istituzioni” per aver fissato una data certa: “Ciucci e Salvini – ha detto – dal 2023 fanno annunci sull’avvio dei lavori, per poi sistematicamente rinviarli a date successive”. L’ad di Stretto di Messina, chiamato in causa, replica: “I tempi indicati, entro l’estate, per l’avvio della fase realizzativa del ponte sullo Stretto di Messina tengono ovviamente conto dei previsti controlli di legittimità della Corte dei conti – ha detto Pietro Ciucci in una nota – quindi, contrariamente a quanto afferma l’onorevole Bonelli, non c’è alcuna mancanza di rispetto”.

I passaggi procedurali

Il nuovo cronoprogramma del Ponte mette in fila una sequenza tecnica precisa. Si parte dall’istruttoria del ministero delle Infrastrutture, con l’aggiornamento del piano economico-finanziario e l’acquisizione dei pareri dell’Autorità di regolazione dei trasporti, del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e del Nars. In parallelo si chiude la procedura ambientale habitat, con gli atti tecnici di Ambiente e Mit e la successiva deliberazione del Consiglio dei ministri sui motivi imperativi di interesse pubblico, un passaggio quest’ultimo che consente di procedere anche in presenza di rilievi di impatto ambientale sui siti interessati dall’opera. Una volta completato il pacchetto istruttorio, tutta la documentazione viene trasmessa al Cipess per la nuova delibera, adottata entro il 31 maggio. Il via libera del Comitato passa poi al controllo preventivo della Corte dei conti. Solo dopo il via libera del Cipess si potrà aprire la fase contrattuale con la firma del Terzo atto aggiuntivo alla concessione con Stretto di Messina – entro il 31 luglio – che recepirà il nuovo piano economico-finanziario. Il decreto di assenso finale viene quindi inviato di nuovo alla Corte dei conti, chiudendo la catena autorizzativa e aprendo la strada alla fase operativa delle gare.

Il fronte ferroviario

Nel decreto c’è anche un riassetto della macchina operativa: opere a terra e collegamenti ferroviari finiscono sotto una regia commissariale con poteri più larghi, nel tentativo di non lasciare il Ponte isolato rispetto alle infrastrutture che dovrebbero farlo funzionare. “In considerazione della complessità tecnica e della necessità di garantire un allineamento temporale perfetto tra la realizzazione del Ponte e le opere di adduzione ferroviaria, la norma prevede la nomina di un Commissario Straordinario”, spiega la relazione, individuato nell’ad di Rfi Aldo Isi. Il perimetro del commissariamento, spiega ancora la relazione, si concentrerà in particolare su tre interventi strategigi: i rami di connessione (lato Calabria) verso Villa San Giovanni e Reggio Calabria (Bivio Bolano); i rami di connessione (lato Sicilia) tra la galleria Santa Cecilia e la linea Messina-Catania; la nuova stazione di Messina Gazzi. La relazione tecnica precisa inoltre che il costo stimato degli interventi “è pari a 1.766 milioni di euro, con finanziamenti pari a 40 milioni di euro a valere sull’aggiornamento del Contratto di Programma Mit-Rfi, parte investimenti, 2025”.

Le altre misure

Non c’è solo il Ponte nel decreto. Accanto al nuovo cronoprogramma sullo Stretto, il testo ridisegna anche la mappa dei commissari e degli interventi infrastrutturali. Sul fronte Gran Sasso e autostrade A24-A25 la linea è quella di alleggerire la frammentazione delle competenze, con l’obiettivo di razionalizzare compiti e funzioni e garantire un coordinamento più efficace lungo le stesse tratte. La proroga dei commissari fino al 2028 resta il perno della parte abruzzese del decreto, con l’idea di non interrompere i lavori su sicurezza idrica, adeguamento del traforo e manutenzioni autostradali. Una delle novità operative riguarda invece la riorganizzazione delle gestioni commissariali stradali in capo ad Anas. Il comma 2 stabilisce che, entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto, il ministero delle Infrastrutture dovrà emanare un provvedimento ricognitivo con l’elenco degli interventi destinati a passare sotto la responsabilità dell’amministratore delegato di Anas Claudio Andrea Gemme. Nel decreto dovranno essere messi nero su bianco i cronoprogrammi procedurali e finanziari, le coperture disponibili e anche i criteri di revoca delle risorse in caso di ritardi o mancato rispetto dei tempi.

Linee Rfi commissariate

Una norma quest’ultima che si ripete anche per alcuni cantieri di Rfi. Che nel decreto prevede anche qui come sulle strade un accentramento: l’amministratore delegato di Rfi subentra agli attuali commissari straordinari per progettazione, affidamenti ed esecuzione degli interventi nazionali, con gli stessi poteri ma senza nuovi costi per lo Stato. Tra le opere sotto regia unica anche il collegamento ferroviario con l’aeroporto Catullo e il nuovo ponte tra Paderno e Calusco sull’Adda. L’incarico si chiuderà con l’entrata in esercizio degli interventi.

Condividere.