Storie Web domenica, Ottobre 4

Non chiamatele solo carte. Trent’anni dopo il debutto, e dopo aver invaso le camerette di mezzo mondo, l’universo Pokémon sta vivendo una stagione senza precedenti: le sue carte sono diventate, a tutti gli effetti, un asset d’investimento. Un aneddoto racconta bene la trasformazione. A raccontarlo è Giovanni Camisasca, CEO di Collecto, startup italiana che fraziona la proprietà di beni da collezione: «Uno dei box di carte Pokémon più preziosi che abbiamo mai venduto su Collecto, del valore di 80mila dollari, è finito nelle mani del capo del Risk Management di JP Morgan», racconta, sottolineando il profilo dell’acquirente. Sull’app, ad oggi, il valore complessivo delle carte Pokémon vendute sfiora i 5 milioni di euro. «La crescita del valore delle carte è un fenomeno che dura da decenni – continua Camisasca – oggi, però, la curva di rivalutazione è diventata molto più ripida. Arte e vino restano le categorie più capitalizzate nel collezionismo alternativo, ma dopo orologi e memorabilia sportivi ci sono, appunto, i Pokémon».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il record più clamoroso si è avuto a febbraio, quando la casa d’aste Goldin, controllata da eBay, ha venduto una Pikachu Illustrator del 1998 per 16,5 milioni di dollari: il prezzo più alto al mondo mai pagato per una carta collezionabile. Altro indizio della solidità dell’asset: ad aggiudicarsela è stato AJ Scaramucci, fondatore del fondo Solari Capital, un altro segnale del crescente interesse da parte di investitori con grandi disponibilità. Da allora si sono susseguite altre transazioni sopra il milione di dollari. Secondo le stime di Chase Society, che monitora i dati del settore, il valore complessivo delle carte Pokémon professionalmente certificate oggi sul mercato potrebbe sfiorare i 9 miliardi di dollari. È un mercato globale che parte dal Giappone e attraversa Stati Uniti ed Europa, con la maggiore liquidità che resta, per ora, oltreoceano.

A rendere possibile questa trasformazione è soprattutto il “grading”, ovvero la certificazione delle carte. «Il mondo delle carte Pokémon, rispetto ad altri mercati emergenti del collezionismo, è piuttosto evoluto, per esempio rispetto al mondo delle memorabilia», spiega ancora Camisasca. «Ci sono tre soggetti che certificano l’autenticità, le condizioni e il seriale di ogni carta e ne stabiliscono il valore: il più noto è PSA, poi CGS e Beckett. Anche noi ci affidiamo a loro». In pratica, ogni carta riceve un voto da 1 a 10 sulla base di diversi parametri, tra cui graffi, condizioni dei bordi e centratura dell’immagine. Quel numero può cambiare radicalmente il prezzo. Di una particolare versione del Pikachu della Legendary Collection del 2002, per esempio, esistono appena 35 esemplari con valutazione PSA 10. Una carta in quelle condizioni può valere circa 250mila sterline, contro le 15mila di un esemplare PSA 9. Un solo punto di differenza, dunque, può moltiplicare il valore di oltre dieci volte.

Dietro l’impennata dei prezzi, dice Camisasca, non c’è soltanto l’effetto nostalgia. «È un fenomeno che va avanti da dieci, quindici anni, con una rivalutazione periodica nel tempo. Solo che oggi lo percepiamo di più, perché la curva è diventata molto più ripida: capita di registrare variazioni del 20-30% in poche settimane». C’è poi un fattore anagrafico che, secondo Camisasca, è ancora nelle sue fasi iniziali. «La generazione cresciuta con i Pokémon ha appena raggiunto il suo picco di potere d’acquisto. Le passioni da collezionista si portano quasi fino alla tomba, quindi il trend è destinato a durare». A questo si aggiunge l’ingresso degli investitori istituzionali, in una traiettoria che Camisasca accosta a quella già vista con il Bitcoin: prima un fenomeno nato dal basso, poi la progressiva legittimazione e stabilizzazione del mercato con l’arrivo dei grandi capitali.

Che la febbre Pokémon non riguardi soltanto i grandi patrimoni lo racconta anche eBay, che ha appena chiuso una settimana di eventi dedicati al franchise. Nei primi sei mesi del 2026, gli utenti globali hanno cercato prodotti Pokémon con una media superiore alle 500 ricerche al minuto, contro le 360 dello stesso periodo del 2025. In Italia, «Pokémon» è la parola chiave più cercata su eBay.it per il terzo anno consecutivo dal 2024. E in cima ai desideri degli utenti c’è ancora lui, Charizard, davanti a Pikachu, Gengar, Mewtwo e Mew. Uno scenario in cui Pokémon stessa ha giocato a rilanciarsi. La prima volta con la collezione «151» lanciata nel 2023 e dedicata ai primi 151 personaggi della serie; la seconda nel 2024, con la versione mobile del gioco di carte, che ha portato nuovi utenti dentro l’universo Pokémon. Trent’anni dopo, dunque, Pikachu e compagnia continuano a protagonisti assoluti del collezionismo. Solo che oggi, invece di finire nello zaino di scuola, qualcuno preferisce conservarlo in un caveau.

Condividere.