Storie Web sabato, Gennaio 17
Pnrr, triplicano i progetti conclusi: spesa a 101,3 miliardi

L’accelerazione del Pnrr italiano comincia a emergere in modo chiaro nei numeri ufficiali. L’aggiornamento dei dati è stato presentato oggi al Governo nella cabina di regia, dov’è arrivata una relazione semestrale ricca di cifre significative. Queste le principali: il numero di progetti conclusi triplica, passando dai 127mila di gennaio ai 383.933 registrati a fine novembre, che rappresentano il 69,7% delle 550.917 iniziative per le quali risulta un impegno di spesa. Altri 152.580 interventi sono in corso di esecuzione, e la spesa effettiva restituita dal ReGis, il cervellone della Ragioneria generale dello Stato che viaggia sempre con un certo ritardo rispetto alle condizioni reali per le difficoltà di rendicontazione da parte dei soggetti attuatori, ha finalmente sfondato il tetto dei 100 miliardi arrivando a 101,3 miliardi di euro.

L’impennata della spesa

I conti sulla spesa effettiva, che non è il cuore delle verifiche del Piano basate sul raggiungimento di milestones e target ma rappresenta l’indicatore più importante per misurare l’impatto reale sull’economia e quindi sulla crescita del Pil, devono tenere in considerazione il fatto che l’ultima revisione straordinaria ha spostato i filoni più in affanno sulle facilities, i veicoli finanziari che offrono fino a tre anni di tempo in più per completare misure e relativi pagamenti. In questi casi, che ora valgono nel complesso 23,6 miliardi di euro, entro la scadenza ordinaria del 30 agosto 2026 occorre “solo” assumere l’impegno giuridicamente vincolante. Gli investimenti da completare entro il prossimo anno cumulano quindi ora 170,8 miliardi (cioè i 194,4 miliardi del Piano con l’esclusione dei 23,6 miliardi a cui sono stati concessi i tempi supplementari): il dato di fine novembre, quindi, indica un avanzamento finanziario, dato dal rapporto fra la spesa pagata e gli stanziamenti, del 59,3% (e al 72,1% dei fondi già ricevuti). Il dato, pure se in netto miglioramento rispetto alle scorse rilevazioni, rimane non altissimo; e indica l’esigenza di una spinta ulteriore, soprattutto nella rendicontazione senza la quale il consuntivo finale del Pnrr rischia di rivelarsi comunque problematico.

Rush finale impegnativo

Anche con la revisione di novembre, del resto, il tratto finale del Pnrr continua a vedere un’impennata negli obiettivi da raggiungere: entro la fine dell’anno, per poter chiedere l’accredito della nona rata da 12,8 miliardi (stesso valore dell’ottava in arrivo nei prossimi giorni) sono da centrare 50 fra milestones e target, e all’orizzonte si profila la maxirata finale da 28,4 miliardi collegata a ben 159 obiettivi. Fin qui, possono dirsi completati 18 investimenti e 44 riforme del Piano, che non richiedono altri milestones e target: ma nel complesso il Pnrr italiano conta 156 investimenti e 68 riforme. In termini numerici, che non tengono conto del peso specifico delle singole misure, il tasso di attuazione è quindi al 65% per le riforme e al 12% per gli investimenti, segno che il lavoro da fare è ancora molto.

Rinvio per il decreto legge Pnrr

Non aiuta, in questa chiave, il rinvio del decreto legge chiamato a disciplinare l’ultima fase del Pnrr appena rimodulato, che era atteso in consiglio dei ministri fra oggi e la prossima settimana e invece secondo i programmi aggiornati del Governo dovrebbe arrivare in consiglio dei ministri solo a metà gennaio. Dal momento che le norme, una volta entrate in vigore, richiedono spesso decreti ministeriali attuativi che poi si imbarcano nel solito iter amministrativo fino alla registrazione in Corte dei conti: per molte misure, comprese quelle confluite nelle facilities, il tempo dunque stringe.

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