
Gli estremisti
Un tema centrale sono appunto gli utenti definiti «estremisti». Arzanello ha sottolineato di non aver «visionato nel merito la metodologia» dello studio e, quindi, «cosa si intenda per account estremisti o mainstream». L’università di Urbino chiarisce che comprende pagine Facebook italiane e personaggi pubblici caratterizzati da narrazioni anti-establishment, critiche ai media mainstream e ai personaggi pubblici, e scetticismo nei confronti dei vaccini e delle politiche sanitarie. I temi dominanti degli account, che coprono tutto lo spettro politico, sono incentrati sulla sfiducia nelle istituzioni, le critiche al vaccino contro il Covid e l’opposizione alle narrazioni percepite come elitarie.
«Siamo disponibili ad approfondire – ha aggiunto il rappresentante di Meta Italia – ma in linea generale segnalo che, rispetto al periodo analizzato, sono cambiati i formati: i reel rappresentano una percentuale superiore rispetto a prima e questo può essere l’effetto».
I reel
L’aspetto principale dei reel è che appaiono nelle schermate di utenti casuali (in base comunque a degli algoritmi sulle preferenze), anche se quest’ultimi non seguono l’autore.
Non a caso, insieme ad Arzanello, è stata ascoltata anche Luana Lavecchia, government relations manager di Tik Tok per l’Italia e la Grecia, piattaforma social specializzata proprio in video brevi (raramente superano il minuto) e che, nel corso della pandemia Covid, li ha fatti spopolare online, facendo adeguare piattaforme come Facebook e Instagram.
I contenuti politici e il ruolo dei fact-checker su Facebook
Tra gli altri temi affrontati nell’Aula della Commissione Trasporti, c’è stato anche il modo in cui Facebook tratta i contenuti politici nella piattaforma. Cioè «allo stesso modo degli altri contenuti».










