Storie Web sabato, Gennaio 17
Piantedosi: “Pacchetto sicurezza in Consiglio dei ministri per l’ok entro la fine del mese”

“È provvedimento frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi da parte dei tecnici del Viminale, che fa proprio tesoro delle esperienze degli ultimi tempi. Ha un buono stato di maturazione e ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati. Dopodiché credo che giungerà, presumibilmente entro la fine del mese, al Consiglio dei ministri per essere approvato”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un’anticipazione di un’intervista televisiva in merito al pacchetto sicurezza, che al momento comprende un decreto sicurezza e un disegno di legge. 

Il ministro viene chiamato anche a una riflessione sulla tragedia di La Spezia, dove un 18enne è morto a scuola accoltellato da un coetaneo. “Ci dobbiamo interrogare come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l’utilizzo di coltelli portandoseli da casa. Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualchecosa che riguardi anche la cultura, l’educazione di questi ragazzi. E anche un po’ la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c’è”.

Cosa prevede il testo

Nel testo ci sono norme “anti-maranza” e il divieto di portare (e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”. C’è il pugno di ferro sulla violenza giovanile con un “ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di  minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo”. E al fine di rafforzare l’azione educativa e di controllo sui minori, nell’ipotesi di ammonimento del questore rivolto al minore di età superiore a 14 anni, è introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a “carico del soggetto tenuto alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto”. Secondo la bozza del provvedimento, stessa sanzione amministrativa pecuniaria del prefetto è introdotta per i casi di ammonimento del questore nei confronti di minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo.

Possibilità (oggi prevista solo in casi eccezionali ed urgenti) per il prefetto di individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati.

C’è lo scudo penale per le forze dell’ordine con la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi (norma però che vale non solo per chi indossa una divisa ma per tutti i cittadini per i quali dovesse esserci notizia di reato ma con una causa di giustificazione).

Ci sono poi i provvedimenti anti immigrazione per limitare ulteriormente i ricongiungimenti familiari, rendere esecutive le espulsioni di chi riceve un foglio di via ma anche una nuova norma che riguarda le Ong con la possibilità di disporre l’interdizione temporanea delle acque territoriali per ragioni di sicurezza nazionale e la possibilità di portare in Paesi terzi i migranti a bordo. La  misura è applicabile solo in casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale intesa come rischio concreto di atti di terrorismo o di infiltrazione di terroristi sul territorio  nazionale, pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione sicura dei confini, emergenze sanitarie di rilevanza internazionale ed eventi internazionali di alto livello che richiedano l’adozione di misure straordinarie di sicurezza. 

C’è l’introduzione nel diritto interno del concetto di Paese terzo sicuro, già previsto dall’articolo 38 della direttiva 2013/32/Ue (direttiva procedure) e destinato a essere disciplinato dal Regolamento (Ue) 2024/1348, che entrerà in vigore nel 2026 il cui obiettivo, secondo quanto indicato nella bozza, è garantire maggiore efficienza nelle procedure di protezione internazionale, assicurando  al contempo il rispetto degli obblighi internazionali e dell’ordinamento dell’Unione europea. Oltre alla definizione di Paese terzo sicuro, si prevedono le condizioni di applicabilità del predetto concetto in linea con la disciplina europea in itinere, l’inammissibilità della domanda di  protezione internazionale conseguente all’applicazione dell’istituto e la non sospensione dell’esecutività della stessa decisione in caso di ricorso giurisdizionale. E poi una sfilza di norme che puntano a espellere chiunque abbia una condanna “delimitando i confini del sindacato del giudice nella convalida”.

Finanziata anche per il triennio 2025-2028 l’installazione di sistemi di videosorveglianza nell’ambito dei Patti per l’attuazione della sicurezza urbana, come previsto dalle precedenti disposizioni in materia di risorse statali da destinare  all’implementazione delle tecnologie di prevenzione e contrasto alla  criminalità. La bozza prevede anche l’integrazione delle risorse del Fondo sicurezza urbana e la possibilità per i comuni di destinarlo, in parte, anche ai compensi per lavoro straordinario del personale delle polizie locali. E la possibilità di reperire risorse finanziarie per  incentivare le iniziative di sicurezza urbana anche da altre fonti, dalla tassa di soggiorno ai proventi contravvenzioni stradali.

Introduzione di una nuova circostanza aggravante comune, applicabile ai delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale, per il caso in cui il fatto sia commesso contro gli iscritti all’albo e nei registri dei giornalisti ovvero contro i direttori di testate giornalistiche non iscritti all’albo, durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse. 

Si prevede inoltre l’istituzione di un fondo presso il Ministero dell’interno con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2026, destinato a finanziare accordi di collaborazione tra Interno/MIT/Gruppo FS per rafforzare i livelli di sicurezza delle stazioni ferroviarie. Si prevede, inoltre, che le Forze di polizia possano stipulare convenzioni con i gestori ferroviari per l’accesso alle banche dati afferenti al traffico passeggeri e merci e implementare i servizi di vigilanza sulla rete ferroviaria.

Un corposo numero di normative sempre più stringenti per immigrazioni, espulsioni, ONG, violenza minorile e nelle manifestazioni. Adesso dovrà arrivare in Consiglio dei Ministri e capire se ci saranno ulteriori aggiornamenti o correzioni.

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