Storie Web mercoledì, Febbraio 4
Piantedosi al Senato: «Ci vuole il fermo preventivo». Decreto sicurezza, incontro Mattarella-Mantovano

Spingere sul fermo preventivo. È quello che ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante le comunicazioni al Senato sugli scontri di Torino durante il corteo pro Askatasuna di sabato scorso. «Serve una norma che consenta un vero e proprio efficace intervento preventivo – ha detto – il governo intende introdurre una misura che va proprio in questa direzione: impedire a chi è noto per comportamenti violenti di infiltrarsi e colpire. L’auspicio è che tutti gli attori istituzionali, politici e sociali contribuiscano in modo responsabile a questo percorso»

Il fermo preventivo

Il fermo preventivo è tra le misure centrali da inserire nel pacchetto sicurezza che il governo punta a presentare giovedì pomeriggio in Consiglio dei ministri. Un provvedimento su cui ha rilanciato più volte il leader della Lega Matteo Salvini nei giorni scorsi, chiedendo di portarlo a 48 ore di durata.

«Scontri di Torino pensati per accelerare sul pacchetto sicurezza? Indegno pensarlo»

Non solo il fermo preventivo, ovviamente. Piantedosi ha parlato degli scontri di Torino dicendo che è «indegno» e «privo di qualsiasi riscontro con la realtà» insinuare che «le violenze siano state in qualche modo organizzate, o quantomeno tollerate, dal governo per poter poi varare più agevolmente nuove norme. È un’accusa evidentemente grave e strumentale», «le violenze di matrice antagonista, di cui Askatasuna e altri centri sociali sono protagonisti, non nascono con l’attuale governo».

Piantedosi: «Nessuna impreparazione sulla gestione dell’ordine pubblico»

Scontri che, per il titolare del Viminale, non portano alla luce problemi delle forze dell’ordine. «Ho sentito ipotizzare da alcuni commentatori che la gestione dell’ordine pubblico avrebbe evidenziato qualche forma di impreparazione o addirittura di eccessivo uso della forza. Io respingo tali ipotesi con la massima decisione, e lo faccio non per la difesa della reputazione del ministro di turno, ma del lavoro e della professionalità di decine e centinaia tra prefetti, questori e dirigenti di polizia, che ci hanno lavorato anche a rischio della propria incolumità».

Incontro al Quirinale tra Mattarella e il sottosegretario Mantovano

Intanto, il pacchetto sicurezza è arrivato anche al Quirinale, per non avere questioni di incostituzionalità con le misure. In questo senso, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha incontrato mercoledì mattina il capo di Stato Sergio Mattarella.

Condividere.