
Una didattica che si evolve. Per affrontare un mondo che cambia ad una velocità crescente. E’ l’assunto di base su cui si fonda il nuovo piano strategico dell’Università Bocconi di Milano, programma che punta a sviluppare in parallelo scienze umane ed algoritmi, nella consapevolezza che su questo connubio, sulla interazione virtuosa tra individui e “macchine”, si giochi la capacità di prendere decisioni efficaci. Scienza, competenze umane e tecnologia sono le tre direttrici lungo cui si snodano le attività. Per un piano strategico che rilancia anzitutto l’attività di ricerca e il ruolo chiave dell’Università intesa in senso lato, proprio nel momento – si legge nel comunicato della Bocconi – in cui «cambiamenti in corso in diversi sistemi universitari nel mondo, — in particolare negli Stati Uniti, sollevano interrogativi sulla libertà accademica, sulla cooperazione internazionale e sulla mobilità dei ricercatori. In questo scenario, preservare autonomia, indipendenza e rigore scientifico è parte stessa della missione dell’Ateneo».
Tre le direttrici principali di sviluppo, legate al rafforzamento della centralità della scienza come motore dell’attività accademica, all’investimento nelle competenze umane più difficilmente sostituibili, alla preparazione alle trasformazioni indotte dalla diffusione dell’intelligenza artificiale.
L’approccio “Science Led”, trainato dalla Scienza, prevede varie attività, tra cui il consolidamento della leadership nei bandi ERC (Grant dello European Research Council), e il potenziamento della PhD School.
Entro il 2027 verrà inoltre creato un dipartimento di Scienze Cognitive, tenendo conto di un Piano che insiste sulla qualità del pensiero umano come risorsa strategica, sviluppando ad esempio nuovi centri e laboratori interdisciplinari alle intersezioni tra scienze sociali, scienze cognitive, dati e tecnologia. L’ateneo punta inoltre a consolidare le proprie posizioni nei ranking globali, a rafforzare la mobilità studentesca — circa il 50% degli studenti triennali svolge già un periodo all’estero, mentre gli studenti che arrivano in scambio superano le 2.200 presenze annue —ad ampliare la rete di doppie lauree fino a 40 partner.:
Seconda direttrice è quella “Human Centered”, centrata su pensiero critico, inclusione e imprenditorialità. Scelta che viene declinata in più direzioni, introducendo il corso obbligatorio Cognition and Behaviour per il 100% degli studenti triennali, attivando almeno 4 nuovi corsi su decisioni, emozioni, organizzazioni e policy; raggiungendo il 30% di didattica dialogica entro il 2030; sviluppando laboratori sulle future competenze, con coinvolgimento stabile di almeno 20 imprese partner. Mentre in parallelo si prevede l’aumento delle misure di sostegno economico offrendo supporto complessivo ad 1 studente su 3 entro il 2030, con un investimento dell’Università per il sostegno degli studenti, sempre al 2030, che supererà gli 80 milioni all’anno. Allo stesso tempo Mentre verranno rafforzate le politiche di inclusione: tra accessibilità fisica e digitale, servizi per disabilità e DSA, benessere psicologico, multiculturalità.










