
Nuovi guai in Francia e Regno Unito per Elon Musk e per il suo social X, l’ex Twitter.
La sede francese di X è stata perquisita ieri nell’ambito di un’inchiesta della procura di Parigi, che ha anche annunciato la convocazione di Elon Musk. La perquisizione è stata condotta dalla sezione francese per la lotta al crimine informatico, in collaborazione con gli agenti di Europol, agenzia dell’Unione europea.
L’obiettivo è esaminare il funzionamento degli algoritmi di X e i suoi deepfake – un’immagine, un video o una registrazione vocale falsi in cui l’aspetto di una persona viene sostituito da quello di un’altra. Sotto accusa in particolare Grok, il chatbot di intelligenza artificiale generativa sviluppato dall’azienda xAI dello stesso Musk.
La sede legale di X si trova in Irlanda e X France gestisce solo comunicazione e pubbliche relazioni del gruppo.
La procura dunque convoca Musk e anche la ex direttrice generale di X, Linda Yaccarino, per una “audizione libera” il 20 aprile. I due sono chiamati “in qualità di gestori di fatto della piattaforma X al momento dei fatti”, precisa la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, aggiungendo che “la condotta di questa inchiesta si iscrive al momento in uno spirito costruttivo” tra le parti.
“L’obiettivo – precisa la magistrata – è garantire la conformità della piattaforma X con le leggi francesi”. Il formato della libera audizione, piuttosto che un fermo giudiziario, consentirà ai dirigenti di X di “illustrare loro le proprie posizioni sui fatti ed, eventualmente, misure di messa in conformità”. Altri dipendenti di X sono stati convocati dal 20 al 24 aprile per intervenire in veste di testimoni.
In Francia, la prima segnalazione è arrivata oltre un anno fa, il 12 gennaio 2025, quando Eric Bothorel, deputato del partito del presidente Emmanuel Macron ed esperto in sicurezza informatica, ha allertato la procura locale su “modifiche dell’algoritmo X” e “apparenti ingerenze nella gestione” della rete sociale dal 2022, anno dell’acquisizione di Musk. Da allora, Bothorel ha denunciato una “riduzione della diversità delle voci e delle opzioni”.
La piattaforma, passando dall’uccellino azzurro di Twitter al logo nero del magnate sudafricano, si sarebbe dunque allontanata dall’obiettivo di “garantire un ambiente sicuro e rispettoso di tutti”. “Un pericolo e una minaccia per le nostre democrazie”, avvertiva il parlamentare. Il 22 gennaio 2025, il responsabile di X France, Laurent Buanec, replicava che la rete sociale si basa su “regole rigide, chiare e trasparenti, volte a proteggere la piattaforma dai discorsi di odio”.
Ma il colosso di Musk è nel mirino anche per le recenti deepfake di Grok. Come per quel post visualizzato in Francia milioni di volte che negava le finalità criminali delle camere a gas naziste. La Lega per i diritti umani, che per prima ha sporto denuncia, esprime soddisfazione per gli sviluppi giudiziari delle ultime ore.
Nelle stesse ore, anche il Garante britannico per la protezione dei dati annuncia l’apertura di un’indagine nei confronti di X e della sua società di intelligenza artificiale xAI, per le immagini a sfondo sessuale generate sempre da Grok.









