Storie Web venerdì, Febbraio 13
Perché l’Argentina scende in piazza contro le riforme (incompiute) di Milei

L’Argentina delle riforme (in)compiute si ritrova a fronteggiare nuove manifestazioni di piazza e a conteggiare il numero degli arrestati. Benché una gran parte di manifestanti fosse pacifica, alcune frange di estremisti hanno lanciato pietre, bengala e bombe molotov contro il cordone di sicurezza. E’ la riforma del lavoro, approvata al Senato, uno dei punti cardinali della presidenza di Javier Milei, ad aver provocato la reazione di decine di migliaia di argentini.

Il governo anarcoliberista ha condannato gli incidenti parlando di “violenza organizzata” e il presidente Milei ha ribadito che “la riforma andrà avanti nonostante le proteste”. L’Esecutivo difende il provvedimento come strumento per “modernizzare” il mercato del lavoro, ridurre il contenzioso giudiziario e favorire l’occupazione formale. L’opposizione accusa la riforma di precarizzazione e di compressione dei diritti dei lavoratori. Se approvato dal Senato, il provvedimento passerà all’esame della Camera dei deputati.

Nelle elezioni di metà mandato, del 26 ottobre 2025, Milei ha ottenuto un’importante vittoria. Il suo partito, La libertad avanza (Lla), ha incassato il 40% dei voti. E ciò ha dato slancio ai programmi dell’Esecutivo; tuttavia va ricordato che senza gli aiuti finanziari (20miliardi di dollari) della Casa Bianca, il Paese avrebbe nuovamente affrontato i marosi della speculazione sul peso argentino e rischiato di sprofondare in un’ennesima crisi economico-finanziaria.

Dal dicembre 2023 le politiche di austerità e deregolamentazione volute da Milei hanno determinato la perdita di quasi 300mila posti di lavoro tra settore pubblico e privato, secondo il segretariato del Lavoro argentino. Eppure Milei vuole andare oltre, sull’onda della vittoria politica dello scorso ottobre.

Un’economia ancora zoppicante

Il tema occupazionale si inserisce in un altro quadro, più ampio, quello del rilancio di un’economia in crisi quasi permanente.

Condividere.