Storie Web giovedì, Febbraio 12
Perché a Piazza Affari c’è stata una vendita a tappeto dei titoli del risparmio gestito

La bufera che si è abbattuta ieri sugli asset gatherer italiani (Medionalum – 9,6%, Fineco-9,05%, BG -7,59%, Azimut -4,49%, Anima -0,58%) che non è detto sia passata sembra più la conseguenza di come e quanto il mercato stia valutando l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla consulenza agli investimenti, senza fare però distinzioni tra modelli e mercati.

Lo scossone è partito dagli Usa, sulla scia della notizia che la start-up Altruist ha introdotto funzionalità di pianificazione fiscale basate sull’AI. Inutile negare che l’AI anche in questo campo è sempre più disruptive. Il timore è che se l’intelligenza artificiale diventa sempre più brava a costruire portafogli, ottimizzare la fiscalità, suggerire allocazioni e ribilanciamenti, la gestione potrebbe diventare standardizzata e ridurre il valore del professionista. Ma attenzione: se negli Usa il trading e il fai-da-te sono prevalenti (non è un caso che tra i più penalizzati ci sia Charles Schwab), il modello degli asset gathered italiani ha da sempre la sua forza sull’advisory professionale tramite consulenti finanziari.

Il modello reti e l’impatto dell’intelligenza artificiale

Delle cinque società italiane quotate – Anima, Azimut, Banca Generali, Banca Medionalum e Fineco – solo la prima non ha una rete. Le altre quattro hanno nei professionisti il motore della crescita: consulenti e banker sono il baricentro del mantenimento delle masse, effetto di una dinamica one-to-one, ma anche il tramite della crescita organica con l’acquisizione di nuovi flussi, con campagne di reclutamento sempre più focalizzate su professionisti di grande esperienza. Un tratto distintivo, questo, che è da sempre punto di forza di tutte le società italiane.

Sono proprio le reti di consulenti che oggi rappresentano il segmento più dinamico del wealth management. Come ha ricordato Gian Maria Mossa, ad di Banca Generali, « l’Italia è un mercato unico dove la gestione patrimoniale è ancora un affare di famiglia, in cui i clienti cercano il contatto umano e non un’automazione e dove i valori di consulenza e privacy sono fondamentali. L’idea che un tool di AI possa rendere l’advisory una commodity in Italia non ha alcun senso». «L’utilizzo dell’AI non è una novità per il settore dell’Asset Management, in quanto viene già da molti anni impiegata nelle analisi quantitative che supportano la definizione delle strategie d’investimento e/o nel definire specifiche proiezioni sull’andamento dei titoli, anche con tecniche avanzate che includono il ML e i Big Data. Dal primo avvento dell’AI Agentica ci si è concentrati principalmente sul trovare modalità con le quali la tecnologia potesse sostituire l’operatività umana, ma questa prospettiva è fuorviante, specialmente nell’industria del risparmio gestito. L’AI può velocizzare le operazioni, ma in questo settore rimane la persona che con il proprio giudizio e conoscenza indirizza le decisioni basate sui dati e gli insights elaborati – gli fa eco Giovanni Incarnato, wealth & asset management leader di EY Italia – Anche se alcuni mercati, come Usa e Uk, sono più avanti in termini di digitalizzazione e di relazione B2C, la relazione con una persona fisica rimane centrale nel gestire tematiche sensibili come quelle dei risparmi di una vita, ancor di più in contesti di grande turbolenza dei mercati come quelli degli ultimi anni».

Aziende robuste

 Ironia della sorta l’acquazzone è arrivato proprio all’indomani della presentazione dei dati di Azimut che ha chiuso con un gennaio con una raccolta mai così forte (2 miliardi) in tutta la sua storia e nello stesso giorno della presentazione dei dati annuali di Banca Generali (si veda pezzo in pagina) con numeri migliori delle attese. Non è stata da meno Fineco che venerdì scorso ha pubblicato risultati 2025 da record. Gli analisti di Equita hanno reiterato la raccomandazione di ’Buy’ sul titolo (con target di prezzo a 25,8 euro).Venerdì era stato lo stesso ceo Alessandro Foti a sottolineare quanto la società stia investendo nelle nuove tecnologie e anche nell’AI, che può agevolare anche il lavoro dei consulenti finanziari. Sulla stessa linea anche Banca Mediolanum che ha mostrato un margine operativo del +10% e con risultati di assoluto rilievo tanto che la società ha premiato con 2mila euro ogni dipendente e banker. Non solo. Nel 2026 preannuncia una raccolta ancora sostenuta e un margine da interessi di nuovo in aumento del 10%. Insomma, aziende sane.

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