Per la multinazionale della chimica Basf il 2025 è stato un anno in cui il settore della nutrizione e l’agricoltura si sono rivelati ancora più trainanti del passato per determinare quella che il ceo per l’Italia, Manuel Pianazzi definisce la «resilienza» della società che ha chiuso l’esercizio con un giro d’affari di oltre 1,7 miliardi di euro. In particolare, come spiega Pianazzi si sono fatte sentire le ricadute di un contesto internazionale particolarmente instabile, segnato dal protrarsi del conflitto in Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e da un quadro macroeconomico globale ancora fortemente condizionato dall’incertezza. Con conseguenze evidenti sulle catene di approvvigionamento, sui costi energetici e sulla fiducia dei mercati. Il manager spiega che «i risultati finanziari del 2025 mostrano per Basf in Italia un andamento complessivamente in linea con quello dell’intero Gruppo, riflettendo un contesto macroeconomico e industriale particolarmente complesso». In questo scenario, continua il manager, «di rilievo è la capacità dei nostri core business di intervenire strutturalmente sui costi. Una modifica essenziale per consentire la resilienza operativa dell’azienda. È inoltre significativo il contributo positivo dei segmenti Nutrition & Care e Agricultural Solutions, che confermano come questi ambiti restino fortemente trainanti per BASF in Italia, grazie a una domanda solida e a un forte legame con le filiere strategiche del Paese».

Basf ha confermato che l’Italia è uno dei mercati chiave del Gruppo in Europa, facendo leva sulla diversificazione del portafoglio, sulla solidità delle attività industriali e su un approccio disciplinato alla gestione dei costi e degli investimenti. Gli investimenti in Italia continuano in linea con gli anni precedenti, con l’obiettivo di rendere le produzioni sempre più efficienti e ridurre concretamente le emissioni: l’obiettivo è di arrivare al net zero per le emissioni entro il 2045.

In questo quadro si inserisce l’attuazione della strategia Winning Ways, che guida BASF nel rafforzare la competitività dei business core, valorizzare le catene del valore integrate e allocare il capitale in modo selettivo e responsabile. Miglior segmento dei core business, che costituiscono il 77,5% del totale vendite, è stato Nutrition & Care (+ 4,0%) che comprende vitamine, carotenoidi e steroli utilizzati nell’industria alimentare, oltre che l’intera gamma di tensioattivi, emulsionanti, polimeri, emollienti, attivi, pigmenti e filtri UV per il mondo cosmetico. Una crescita in linea con quella dell’intero comparto, che conferma come il gruppo Basf in Italia sia un prezioso alleato per due delle principali eccellenze del Made in Italy: alimentare e personal care. In sofferenza, invece il segmento chemicals (- 8.4% sul 2024), per via della crisi strutturale europea, della sovracapacità e della pressione sui margini. In flessione anche i segmenti Materials (-11.7%), penalizzato dal rallentamento di settori chiave come automotive e costruzioni, e Industrial Solutions (-5,2%), che riflette la debolezza della produzione industriale europea e la prudenza dei clienti. Per gli standalone business (22,5% del totale vendite), invece, il miglior segmento è stato Agricultural Solutions (+1,7% rispetto all’anno precedente), che prosegue nel percorso di integrazione nell’offerta dei prodotti di Hort@, l’azienda specializzata in soluzioni tecnologiche per il settore agricolo, acquisita da Basf nel 2022, con l’obiettivo di confermarsi player di riferimento in Italia per l’Agricoltura 4.0. Infine il segmento Surface Technologies, registra un -9,9% sulle vendite rispetto al 2024.

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