Storie Web mercoledì, Aprile 8

Nonostante la “tempesta perfetta”, come la definisce l’amministratrice delegata Cristina Scocchia, quello approvato dal consiglio di ai Amministrazione di illycaffè Spa è un bilancio dell’esercizio 2025 positivo: i ricavi del Gruppo sono risultati pari a 700 milioni di euro, numero mai raggiunto prima e in aumento del +12% a tassi di cambio costanti rispetto all’esercizio precedente (+11% a tassi di cambio correnti).

Il bilancio

La crescita organica conseguita nel 2025 è stata sostenuta da un incremento dei volumi in tutti i principali mercati, in particolare nei due Paesi strategici Italia e Stati Uniti, seguiti da un’ulteriore espansione nei cluster europei. «Abbiamo imparato a navigare il mare in tempesta: quattro anni fa i ricavi erano a 500 milioni – riassume l’ad – In mezzo ci sono le conseguenze della pandemia, il ritorno del protezionismo e dei dazi, l’impennata dei costi energetici e di traporto, oltre che della materia prima, il caffè verde». E ora il conflitto in Iran: «Non abbiamo navi che transitano da Hormuz, come era accaduto invece per Suez, ma già adesso rileviamo che i costi di spedizione di un container sono saliti di 300-400 dollari rispetto a prima dell’attacco. Oltre a questo, sale il prezzo dei fertilizzanti come l’urea necessario alle coltivazioni del caffè. E’ chiaro che i costi di produzione sono destinati ad aumentare».

La sfida, per le imprese del settore, è stata e resta «valutare quanto sia possibile comprimere i propri margini e quale parte dei propri rincari riversare sui consumatori. Va detto che il prezzo della tazzina del caffè al bar non dipende solo dai costi reali della nostra materia prima, ma anche da quelli sostenuti dagli esercenti quali l’energia elettrica.

La materia prima

Quanto all’Arabica, le previsioni del prossimo raccolto in Brasile sono buone per qualità e quantità e non fanno prevedere una stretta dell’offerta. Gli analisti prevedono un ribasso del caffè verde a quota 250, ma nessuno ha certezze».

Guardando agli ultimi anni, il 2025 è stato caratterizzato da un eccezionale incremento del prezzo della materia prima, che si è attestato in media a 368 centesimi per libbra, il triplo della media storica dal 1972, e in aumento di oltre il 50% rispetto al 2024. Una dinamica inflattiva che è stata parzialmente mitigata attraverso un’efficace strategia di pricing e azioni di efficientamento dei costi. In questo scenario l’Ebitda si è attestato a 90 milioni di euro e l’utile netto a 20 milioni di euro. La posizione finanziaria netta è risultata pari a 197 milioni di euro, riflettendo principalmente l’incremento dei costi della materia prima e le iniziative strategiche a supporto della crescita, in particolare il perfezionamento di due acquisizioni strategiche.

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