Un carta per la sostenibilità delle aree della Penisola che ospitano i beni Unesco. L’obiettivo è salvaguardare i territori e i tesori dal loro stesso successo, salvaguardando l’equilibrio complessivo dei territori che li ospitano. Se ne è parlato venerdì a Treviso presso la sede della Camera di commercio di Treviso-Belluno in un incontro organizzato dallo stesso Ente camerale e dall’Istituto nazionale ricerche turistiche e culturali (Isnart), nell’ambito delle attività previste dall’edizione 2025/2026 del Progetto Speciale Mirabilia, promosso da 22 Camere di Commercio italiane insieme a Unioncamere.
Con questo obiettivo è stata presentata la Carta nazionale della sostenibilità delle destinazioni che ospitano un sito Unesco, strumento elaborato da Isnart, per guidare le destinazioni verso modelli di sviluppo sostenibile, valorizzando il patrimonio culturale, le comunità locali e i sistemi di filiera e fungendo da framework di coordinamento per l’allineamento delle politiche territoriali di sostenibilità ai principi e agli indirizzi Unesco, con l’obiettivo di fornire strumenti condivisi per analizzare, monitorare e migliorare la sostenibilità delle destinazioni turistiche. Il progetto Mirabilia coinvolge quasi 600 comuni e 24 siti Unesco che, pur rappresentando circa il 7% dei Comuni italiani, generano il 19% delle presenze turistiche nazionali secondo i dati del Centro studi Tagliacarne.
«Quando nel 2022 presentammo la Carta della Sostenibilità di Cison di Valmarino – ha detto Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno-Dolomiti – eravamo convinti che quel documento potesse diventare un modello condiviso. Lo presentammo infatti anche a livello europeo, all’ambasciatore Francesco Genuardi dell’Ambasciata d’Italia a Bruxelles. Oggi, a distanza di pochi anni, quella intuizione ha trovato conferma nel percorso comune di tutta la rete Mirabilia e ora prende forma in una Carta Nazionale che sintetizza quanto costruito insieme. È una soddisfazione profonda vedere che ciò che è partito dal nostro territorio ha alimentato un lavoro corale capace di offrire alle Camere di Commercio italiane indirizzi comuni per leggere e governare lo sviluppo turistico sostenibile dei siti Unesco di cui siamo custodi. Siamo convinti che non esista crescita duratura senza la capacità di prendersi cura dei territori straordinari che la rete Mirabilia rappresenta».
La Carta si propone come una vera e propria “cassetta degli attrezzi” per Camere di Commercio, amministrazioni e operatori economici che si basa su un modello centrato sulle tre dimensioni fondamentali della sostenibilità – ambientale, economica, sociale – alle quali è stata aggiunta la dimensione culturale, che diventa fondamentale quando la sostenibilità si applica a territori sede di beni riconosciuti dall’Unesco. Un’attenzione particolare è quella dedicata alla governance territoriale che deve lavorare in modo integrato, analizzata attraverso indicatori che permettono di monitorare aspetti come la pressione turistica, il consumo di suolo, la qualità ambientale, l’occupazione, la vitalità delle imprese culturali, l’accessibilità, l’inclusione sociale e la percezione dei visitatori. La Carta inoltre traccia un percorso di miglioramento progressivo, basato sulla condivisione di dati, strumenti e buone pratiche. In questo contesto un ruolo centrale è affidato alle Camere di Commercio del Progetto speciale Mirabilia, chiamate a favorire il coordinamento territoriale, il dialogo tra istituzioni e imprese e la diffusione di un possibile modello capace di conciliare concretamente sviluppo che porti benessere ai territori e tutela che permetta il mantenimento dei beni, pensando anche alle generazioni future.
Si cerca di governare, gestire il turismo culturale visto in costante crescita. I dati Isnart evidenziano che la cultura è per il quarto anno consecutivo la prima motivazione di visita degli stranieri nel nostro Paese e muove da sola il 45% di visitatori internazionali mentre nei siti Unesco l’aumento tra il 2024 e il 2023 dei visitatori è del 14,87%, oer i dati Unitelma Sapienza di Roma. La crescita va però guidata: borghi ed entroterra diventano parte attiva dell’offerta turistica e poi overtourism, cambiamenti climatici, pressione urbanistica e spopolamento delle aree interne impongono dunque un nuovo approccio: costruire modelli di sviluppo turistico sostenibile capaci di valorizzare il patrimonio, conciliandolo con la qualità della vita delle comunità residenti e l’identità dei luoghi.












