Non solo Iran e Russia, almeno non più: oggi il primo Paese per produzione di caviale di alta qualità al mondo è l’Italia, con circa 65 tonnellate e aziende concentrate perlopiù fra Lombardia e Veneto. Un dato, una storia, ancora poco conosciuta dagli stessi italiani, e che Buccellati ha scelto di valorizzare, anche come incontro fra due eccellenze del made in Italy con il progetto Aquae Mirabiles, una speciale installazione pensata in occasione della Milan Design Week 2026, appuntamento al quale la maison del gruppo Richemont, nata proprio a Milano nel 1919, da anni prende parte con interessanti progetti. Curata da Federica Sala e progettata da Balich Wonder Studio, si trova negli spazi adiacenti la sede Buccellati di piazza Tomasi di Lampedusa, dal 21 al 26 aprile. «Aquae Mirabiles è anche un progetto culturale, nel quale abbiamo associato la nostra collezione Caviar a questa produzione ancora poco nota», racconta Maria Cristina Buccellati, direttrice comunicazione dell’azienda fondata dal nonno Mario e dal 2019 parte del gruppo Richemont, e che sta sempre più puntando sulla cultura come asset strategico.
Dopo la tappa inaugurale di Venezia nel 2024, che accolse 10mila visitatori, la mostra dedicata al racconto della maison, The Prince of Goldsmiths il 5 gennaio scorso ha chiuso la seconda, nello Shanghai Exhibition Center, un evento che ha celebrato i primi 10 anni della maison in Cina, mercato che oggi è uno dei più promettenti per Buccellati, e che si è chiuso con oltre 38mila visitatori: «In Cina ci amano molto, ma non conoscono ancora la nostra storia, a differenza dell’Italia, e per questo abbiamo arricchito il percorso espositivo di nuovi spazi dedicati alla storia della famiglia e al nostro heritage – prosegue –. Abbiamo anche reso omaggio all’alto artigianato italiano portando alcune delle coppe di Boscoreale che mio nonno fece realizzare come copie-tributo a quei capolavori dell’arte antica dopo averle viste al Louvre, dove sono custodite. Oggi sarebbe impossibile riprodurle, non esistono più artigiani in grado di eseguire il loro sbalzo dall’interno. Probabilmente le porteremo al Louvre stesso, esponendole accanto alle originali».
La mostra proseguirà il suo viaggio: nel 2027, tensioni permettendo, sarà a Dubai e nel 2028 negli Stati Uniti. Oltre alle occasioni che ne valorizzano la storia, Buccellati punta anche a raccontarsi con formule più contemporanee, partecipando al Salone del Mobile, al Nomad di Sankt Moritz e a Downtown Design Dubai lo scorso anno: «Ci piace sperimentare collaborazioni con giovani designer, per proporre nuove letture, con risultati spesso sorprendenti – aggiunge –. Per esempio, in occasione dello scorso Natale nel salone di Rossana Orlandi a Milano Luca Bombassei ha reso la nostra art de la table protagonista di un pic nic al mare». Giovani che creano anche e sempre più Buccellati, e ai quali la maison dedica da anni programmi di formazione: sempre a Milano è giunto alla settima edizione il master in arti orafe in collaborazione con la Scuola Orafa Ambrosiana, che ha formato 62 persone, con un tasso di assunzione del 75%. Un impegno dettato anche dalla necessità di aumentare la produzione, a fronte dell’importante sviluppo della rete di vendita negli ultimi anni: oggi Buccellati ha 65 negozi nel mondo fra boutique, shop in shop, corner e wholesale; fra le ultime aperture ci sono Singapore e Lisbona e fra le prossime l’atteso ritorno a Firenze. «Non abbiamo mai voluto rinunciare all’altissimo livello di qualità e artigianalità che ci contraddistingue. Collaboriamo con molte scuole in tutta Italia, e abbiamo scoperto che la prospettiva di lavorare per noi è molto allettante per gli studenti, proprio per la complessità delle nostre lavorazioni, che offrono sfide e grandi soddisfazioni».
Il lavoro degli artigiani è stato esaltato anche dal crafting table nel Piano Nobile, lo spazio inaugurato due anni fa nello storico Palazzo Gavazzi di Via Montenapoleone, già sede della boutique Buccellati, uno spazio di vendita ma soprattutto di racconto: «Siamo alla ricerca di uno spazio dove poter allestire il nostro archivio in modo permanente, ci piacerebbe molto», conclude. Intanto, nel corso del prossimo semestre, sempre la boutique di Montenapoleone accoglierà il primo Caviar Bar firmato Buccellati.












