Papa Leone XIV richiama la Chiesa francese alla «massima vigilanza» sugli abusi sui minori e invita i vescovi a proseguire sulla strada già intrapresa per la prevenzione e la protezione. Il Pontefice è intervenuto a Lourdes, dove alla messa nella Prairie del Santuario di Nostra Signora di Lourdes sono presenti circa 150mila fedeli, secondo quanto riferito dalla sala stampa vaticana.
Leone XIV ai vescovi francesi: «Massima vigilanza»
Nel corso dell’incontro con i vescovi francesi, il Papa ha affrontato direttamente il tema degli abusi commessi da membri del clero o in ambito ecclesiale.
«Negli ultimi anni, avete affrontato con determinazione la dolorosa piaga degli abusi sui minori commessi da membri del clero o in ambito ecclesiale. Avete adottato misure coraggiose per rispondervi, attraverso l’ascolto, la ricerca della verità, la giustizia, il perdono, la riparazione e un impegno deciso a favore di una cultura della prevenzione e della protezione contro tali crimini. Vi ringrazio per quanto avete fatto e so che alcuni momenti sono stati molto difficili per la vostra Conferenza. È opportuno proseguire lungo la strada intrapresa, mantenendo la massima vigilanza».
Il richiamo del Pontefice mette quindi al centro la continuità dell’azione già avviata: ascolto, accertamento della verità, giustizia, riparazione e prevenzione restano i punti indicati per affrontare la piaga degli abusi.
I vescovi francesi: «Non possiamo ignorare la questione abusi»
La questione degli abusi non può essere ignorata. Lo ha detto il portavoce della Conferenza episcopale francese, monsignor Pierre-Antoine Bozo, a margine dell’incontro tra i vescovi e il Papa a Lourdes. «Il fatto che ci sia un incontro, tra il Papa e le vittime, che è parte del suo viaggio in Francia, dice che non possiamo ignorare questa questione e che essa deve sempre far parte delle nostre preoccupazioni», ha detto precisando che sarà un incontro privato tra Leone e sette vittime, senza la presenza dei vescovi. Sulle polemiche che ci sono state in Francia per il mancato invito, all’incontro di oggi pomeriggio, delle associazioni che tutelano le vittime, mons. Bozo ha replicato: «Ciò che ci aiuta nell’accompagnamento delle vittime è ascoltarle, e per ascoltarle non si possono avere cinquanta persone davanti a sé. Quindi è proprio questo che il Papa ha voluto e, in ogni caso, ciò che trasforma noi vescovi è che ascoltiamo le persone vittime. E’ così che possiamo rispondere in modo giusto per il riconoscimento, la riparazione, la cura che ci si prende di loro e anche per fare in modo che la Chiesa progredisca nella vigilanza».












