Storie Web martedì, Marzo 31

Non solo yacht, moda o trasporti, anche l’immobiliare italiano è indubbiamente una delle cassaforti degli investitori del Golfo. Dal cuore finanziario di Milano alla Costa Smeralda in Sardegna fino alle città d’arte, i fondi sovrani di Qatar, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati hanno accumulato immobili in diverse aree geografiche della Penisola e presidiano parte di alcuni poli principali. «Gli investimenti effettuati in Italia dai fondi sovrani mediorientali nell’ultimo decennio si inseriscono in una strategia di diversificazione e con un’ottica di lungo periodo», spiega in prima battuta Angela D’Amico, partner e real estate sector leader di Deloitte Italia. Non si tratta di operazioni speculative “mordi e fuggi”, ma di una pianificazione che vede nell’Italia un porto sicuro.

Mentre crescono le voci su una collaborazione tra il fondo emiratino Mubadala, il Governo e Cdp per il piano casa, il Qatar rimane il protagonista indiscusso della scena degli investimenti degli ultimi anni. Attraverso la Qatar Investment Authority (Qia) e la sua sussidiaria Katara Hospitality, l’emirato ha un bottino che spazia dagli uffici direzionali all’hôtellerie di altissimo profilo. L’operazione simbolo resta l’acquisizione totale, nel 2015, del progetto Porta Nuova a Milano. Un investimento da oltre 2 miliardi di euro su 25 edifici che ha consegnato ai qatarioti l’area direzionale più avveniristica d’Italia, oggi primo quartiere al mondo a ricevere la doppia certificazione Leed e Well per la sostenibilità.

Ma le strade tra Doha e Milano si erano già precedentemente intrecciate, con l’acquisizione da parte di Katara Hospitality dell’Excelsior Hotel Gallia di Milano, l’iconica porta d’accesso alla città accanto alla stazione centrale su cui sono stati investiti oltre 100 milioni per il rinnovo. A questi si è aggiunto nel tempo il prestigioso Palazzo di via Santa Margherita, attuale sede di Goldman Sachs ed ex quartier generale di Credit Suisse. «Gli investimenti in asset immobiliari nel nostro Paese rappresentano per questi capitali una diversificazione in primo luogo geografica verso quelle che considerano economie stabili in Europa», sottolinea D’Amico.

Uscendo dai confini milanesi, il Qatar ha impresso il suo marchio sulla Costa Smeralda. Nel 2012 tramite Smeralda Holding, Qia ha rilevato un pacchetto di hotel leggendari pagati oltre 650 milioni dal fondo di private equity statunitense Colony Capital, guidato dal miliardario Tom Barrack: il Cala di Volpe, il Pitrizza, il Romazzino e l’Hotel Cervo, oltre alla Marina di Porto Cervo e al Pevero Golf Club. Un presidio su una delle destinazioni turistiche più esclusive d’Italia e non solo. Non è poi mancato uno sguardo alla capitale. A Roma, Katara Hospitality ha acquisito il Westin Excelsior per 222 milioni di euro. Il Constellation Hotels Holding, di proprietà dello sceicco del Qatar Hamad bin Jassim Al Thani, ha acquisito l’hotel di lusso The St Regis Grand Hotel di Roma da Starwood Hotels & Resorts Worldwide, per un valore di 110 milioni di euro, e il Four Seasons a Firenze. Oltre agli asset di Qia, la città toscana ha visto l’ingresso di Jaidah Holdings (sempre dal Qatar, tramite Nozul Hotels & Resorts), che ha rilevato per 190 milioni il Westin Excelsior e il St. Regis su Piazza Ognissanti. Le città d’arte restano poli d’attrazione magnetici: si dice che sia di un membro vicino alla famiglia reale anche il The Gritti Palace di Venezia. «In questo quadro, l’interesse si concentra su asset immobiliari, quasi sempre di tipo prime, e in particolare strutture alberghiere in territori ad alta vocazione turistica e culturale, in grado di garantire solidità e rendimenti nel tempo», spiega ancora la partner di Deloitte.

Se il Qatar guida la carica, gli altri vicini del Golfo non restano a guardare. Cale Street, società di investimento immobiliare sostenuta dal Kuwait Investment Office, è entrata in uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana in Italia: MilanoSesto (ex aree Falck). Con un investimento di 600 milioni il fondo partecipa – insieme a Hines – a Unione 0, il progetto di sviluppo dell’area gestita da Prelios Sgr.

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