«Il decreto bollette va messo a terra subito. E, visto che siamo di fronte a una crisi internazionale e da solo non basterà, bisogna far partire immediatamente anche il provvedimento sull’iper-ammortamento e chiudere positivamente il capitolo Industria 5.0 per quelle imprese che hanno investito e hanno creduto all’impegno del governo». Lo dichiara in un’intervista a La Stampa Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. «Non possiamo permetterci che la fiducia tra aziende e istituzioni venga a mancare, non possiamo lasciare indietro nessuno. Queste misure sono fondamentali per tenere vivo il Paese», spiega. «È chiaro che ogni conflitto è una sconfitta per il genere umano, ma noto che in una sola settimana già si intravede una forte componente speculativa. Capisco che il gas venga acquistato a prezzi più alti, ma in questo momento il vero problema è la speculazione finanziaria. Una dinamica miope», prosegue Orsini.
«Il decreto energia rappresenta un primo passo concreto verso un intervento strutturale. Ma qui il tema è europeo: Bruxelles deve mettere in campo misure di sostegno per le imprese, come accadde durante il Covid. Ed è arrivato il momento di costruire davvero il mercato unico dell’energia» sottolinea il presidente di Confindustria.
«Sono appena rientrato dalla Spagna: è piena di eolico e fotovoltaico, ma servono concessioni rapide. Mi fa sorridere chi, nei palazzi della Commissione, sostiene che il tema sia ancora sotto controllo. Da parte di chi? Con il diesel a 2,30 euro al litro?». A Bruxelles chiederò di «agire subito. Serve un atto di responsabilità da parte di tutti i Paesi Ue. È assurdo pensare che ciascuno possa farcela da solo. Io sono un europeista, ma non di questa Europa. Ho la sensazione che alcuni governi pensino di poter affrontare la crisi in autonomia», aggiunge.
«La Germania ha messo sul tavolo 26 miliardi per sostenere le imprese e ridurre i costi energetici, e la Francia ha fissato un tetto al prezzo. L’Italia ha fatto i compiti, è rientrata nel Patto di stabilità, ma non possiamo accettare un’Europa che procede a velocità diverse». «Serve un allentamento dei vincoli di bilancio? «Sì. Abbiamo affrontato il Covid, poi la guerra in Ucraina e ora lo choc del Golfo. L’Unione europea deve valutare seriamente la deroga al Patto di stabilità per allentare la pressione, sostenere mercati, imprese e famiglie e mantenere la capacità di spesa. Siamo pronti a fare la nostra parte. Ma vogliamo che anche l’Europa agisca in modo responsabile», dice Orsini.
Secondo Orsini, poi, in questa fase «ci mancherebbe solo una stretta sui tassi. In questo momento bisognerebbe semmai abbassarli: l’inflazione energetica avrà inevitabilmente effetti anche interni. Questo è il momento di lavorare tutti assieme per costruire soluzioni, non di ipotizzare una stretta monetaria, soprattutto per un Paese come il nostro, con il debito così alto».
